Il pranzo era stato copioso, come si conviene ad una festa di mezza estate, dominata da un caldo che dava motivo di chiedere la fine della stagione. Il corpo era appesantito dalle abbondanti libagioni, la mente obnubilata dal troppo alcol bevuto, il letto era visto quale unico rifugio possibile da una digestione che si presentava difficoltosa. La testa sul cuscino vagava su pensieri perlopiù erotici, colpa del peperoncino sparso abbondante. Si paventava una visione dapprima annebbiata e poi sempre più precisa. Lei era calda e accogliente, scura come si conviene ad una stagione dove il sole brucia e colora. Era assolutamente di buonumore, il solo osservarla lo alluzzava non poco. Si tuffò senza remore, contento di perdersi insieme a lei, e più era dentro e più si rinvigoriva, si faceva prendere l’anima ed il fisico, in un crescendo di emozioni che lo risvegliarono del tutto: potere di una tazza di caffè!

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3 Commenti

  1. Altro che critico enogastronomico, il tuo futuro é di scrittore, di romanzi erotici naturalmente.
    Henry Miller é uno scolaretto in confronto.