Trasversale è un bell’aggettivo in sé, applicato alla degustazione può funzionare?

Abbiamo 3 vini, 3 espressioni diverse di sangiovese in purezza: Chianti Classico Riserva Rancia, IGT Toscana Fontalloro e Chianti Classico Gran Selezione Colonia e per ciascuno due annate: 2009 e 2019. La degustazione è verticale poiché mette a confronto due annate dello stesso vino, ma anche orizzontale poiché ci sono vini diversi della stessa annata a confronto. Laddove verticale e orizzontale si verificano in contemporanea, la degustazione assume una certa natura trasversale o ad ampio spettro e, proprio per la sua caratteristica di attraversare più vini e più anni, è capace di dare un quadro generale più definito.

In questo caso sul sangiovese di Fèlsina, che cresce in quella porzione di territorio che sta al confine tra Chianti Classico e Crete Senesi, in direzione di Montalcino. Terra di frontiera non solo geografica, ma anche pedologica, dai terreni sassosi e ricchi di galestro e alberese della parte chiantigiana classica alle arenarie ricche di pillola alluvionale e argilla, mescolate a sedimenti marini, man mano che ci si avvicina all’Ombrone.

Cabreo e paesaggio agrario di Fèlsina
Vigneto ricco di pillola fluviale nei pressi dell’Ombrone, Chianti Colli Senesi. Da qui provengono le uve di chardonnay destinate al Sistri
Credit Félsina

Rancia e Fontalloro sono i vini icona dell’azienda, con 40 anni di storia sulle spalle, e due grandi classici chiantigiani. Etichette che hanno segnato la storia del vino toscano, nella ricerca di un legame sempre più forte col territorio; concetti che oggi paiono scontati ma che non lo erano di certo negli anni Ottanta, quando Rancia e Fontalloro videro la luce. E gli appassionati si dividono in rancisti VS fontalloristi. Il Colonia nasce dopo, quindi ancora la tifoseria ha da organizzarsi, ma a patto che non si chiamino colonialisti..

Io nel mio piccolo sono da sempre una rancista. Così tanto per la cronaca.

Il vigneto Rancia, esposizione sud-est. Rancia è il vigneto vendemmiato più tardi in azienda

Fèlsina Chianti Classico Riserva DOCG Rancia. Anno di nascita 1983. Zona di produzione Poggio a Rancia, terreni molto sassosi tra galestro e alberese. Circa 35.000 bottiglie prodotte per anno, maturazione in barrique per 18-20 mesi

Vigneto Poggio al Sole, da cui proviene parte delle uve del Fontalloro

IGT Toscana Fontalloro. Anche lui nasce nel 1983, ed è considerato “il più Felsina e il più Berardenga” dei tre, poiché le uve provengono sia da vigneti situati in Chianti Classico, sia dai vigneti nella zona di Arcidossino situati nel comprensorio Chianti Colli Senesi. E’ quindi figlio di un po’ tutti i terreni dell’azienda, da quelli più sabbiosi e ricchi di sedimenti marini situati al confine con le crete senesi, a quelli con più argilla del vigneto di Poggio al Sole, che sta proprio sul confine tra le due denominazioni. La produzione annua si aggira sulle 35-40.000 bottiglie, maturazione in barrique per 18-20 mesi.

Chianti Classico Gran Selezione DOCG Colonia. Primo anno di uscita 2006. Proviene da un singolo vigneto sulla cima del Poggio di Rancia. Vigneto circondato dal bosco, suolo estremamente roccioso, due anni di lavoro per la messa a dimora del vigneto. Esce per la prima volta come Gran Selezione nel 2009. Appena 4000 bottiglie prodotte per anno. Fermentazione malolattica in barrique, dove matura per oltre 30 mesi.

Annata 2019: al sorso tutti e tre i vini sono estremamente giovani, ciascuno a suo modo. Il Fontalloro ha una parte tannica evidente che ancora deve distendersi, quando nel Colonia è l’acidità che spicca, mentre il corpo si fa più snello e la percezione è di un vino di finezza che è il “più pronto” in questo momento. Il Rancia ha un tannino fitto, a scandire un sorso di spessore, che chiude col caratteristico tabacco, la costante bella dei sangiovese di Fèlsina.

Annata 2009: i colori dei vini paradossalmente si infittiscono e accennano solo una lieve ossidazione color mattone sull’unghia. Anche le note di tabacco sembrano più evidenti e assumono nel Rancia cenni di fumo. Nel Fontalloro il tabacco è intenso e grasso come quello di un sigaro, la prugna è dolce e quei cenni di erbe officinali che si percepivano nella 2019 si tramutano qui in erbe macerate in alcol. A chiudere cenni ferrosi. Il Colonia, colpisce per una acidità ancora molto potente, tuttavia un po’ slegata e risulta il sorso meno convincente dei tre. La 2009 è l’annata in cui la sottoscritta rancista da sempre ammette che il Fontalloro è più buono.

La cantina. Credit Félsina

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