Fattoria di Montechiari sorge sui ruderi di un’antica fortezza medievale che si affaccia sulla pianura tra Lucchesia e Valdinievole. Siamo nel Comune di Montecarlo, DOC che da sempre sposa ai vitigni toscani i grandi vitigni francesi. Ma a Montechiari c’è molta più Francia che altrove. Donna Catherine Pirmez, moglie di Moreno Panattoni ha sangue francese e i 10 ettari di vigneti sono dedicati principalmente alle varietà d’oltralpe. Quasi come a celebrare quel loro incontro avvenuto all’Hotel Ritz di Parigi nel’66, circondano la tenuta piccole parcelle vitate a chardonnay, merlot, pinot nero, cabernet sauvignon, cabernet franc e sangiovese. Tutti suoli di origine alluvionale, che legano i vini dell’azienda come un filo conduttore rivelando la chiara impronta del terroir della collina di Montechiari. Su questo colle si produce vino da secoli: alcune lavorazioni hanno portato alla luce un ordine di vino operato da un’antica casata fiorentina datato 1402.

Abbiamo rivolto alcune domande al titolare della tenuta Moreno Panattoni, che sarà presente giovedì sera alla degustazione.

Fattoria di Montechiari è una delle poche realtà italiane che utilizza il sistema di “Vinificazione Integrale per i Vitigni Rossi”, potrebbe raccontarcelo?  La tecnica è stata messa a punto in Francia dell’enologo Michel Rolland ed è stata introdotta anche in alcune realtà molto prestigiose della Toscana. È una tecnica che per il momento stiamo applicando al cabernet: si scelgono le migliori uve, le quali dopo essere state diraspate vengono leggermente schiacciate e messe direttamente nelle barriques, riempite al 90%, a fermentare. Si tratta a tutti gli effetti di una monofermentazione in legno: sia la fermentazione alcolica che la malolattica avvengono sulle bucce e questo permette una maggiore estrazione degli aromi. Si tratta di un lavoro certosino, in quanto le barrique vanno girate per ben 3 volte al giorno, ma lo sforzo è ripagato in qualità del prodotto finale”.

Le etichette dei vini di Montechiari sono di grande impatto e forte riconoscibilità. Come le avete pensate?   “ Si, le etichette si ispirano ai tramonti. Si tratta di acquerelli disegnati da un pittore belga nostro amico, che raffigurano i panorami al tramonto visti dalla collina di Montechiari, tranne l’etichetta dello chardonnay che invece rappresenta lo stesso panorama ma infuocato dal sole di mezzogiorno”

Perché Merlot? “Perché il merlot si caratterizza per la sua piacevole fragranza, è rotondo e fruttato e ha una bella capacità di evoluzione. All’inizio è più spinto sugli aromi e molto esuberante. Con gli anni matura e si affina verso connotazioni più eleganti pur conservando la frazione di aromi caratterizzante.

I vini in degustazione:

Montechiari Merlot 2013 IGT

Montechiari Cabernet 2013 IGT

Montechiari Brut,  100% pinot nero

 

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