Una delle domande che mi faccio sovente, da quando cioè insegno alla scuola alberghiera, è il motivo della dispersione scolastica ovvero, del gran numero di allievi che, pur frequentando la scuola, decidono successivamente di cambiare tipo di lavoro. Nel passato i motivi erano facili da comprendere: scuola troppo dura(38 ore di scuola alle quali aggiungere lo studio a casa) pesantezza delle condizioni di lavoro, giorni liberi che non coincidevano con quelli dei coetanei, lavoro estivo. Era una gavetta pesante, oggi nemmeno pensabile ma serviva a far capire quello a cui si andava incontro. Oggi, con le varie riforme che ci sono state, tutte inutili a mio avviso, siamo al paradosso: i genitori che, venendo a parlare, affermano risoluti che le motivazioni che spingono i figli a fare questo tipo di scuola sono precise e chiare: non vengono ad imparare un lavoro, vengono per diventare pasticceri o chef. L’influenza televisiva è chiara, guardano “Il boss delle torte” o “Bake off Italia”, tanto per fare un esempio, ed il pensiero diventa quello di diventare non il concorrente ma il grande esperto. Il pensiero corre agli orari di un pasticcere, allo svegliarsi tutti i giorni all’alba, a stare in piedi per tutto il tempo a preparare dolci che, se sono sbagliati, impediscono il corretto andamento dell’attività e non un bonario rimprovero del giudice. Penso alle domeniche passate in laboratorio, alla sostituzione in alcuni turni, di quello addetto a fare i lieviti e quindi ad un carico maggiore di lavoro. Ed invece questo tema, quando viene affrontato, è tardi: a 16 anni i ragazzi si rendono conto che non è quello che si aspettavano, che è dura lavorare (toh!) e che magari meglio trovare un posto da commesso o magazziniere ed accontentarsi. Chiaro che se il sacro fuoco prende, quelli elencati prima non sono problemi ma situazioni da affrontare. La proposta che faccio è semplice: chiudiamo le scuole alberghiere come sono fatte adesso e riformiamole completamente, facendo provare fin da subito, agli allievi, cosa vuol dire il lavoro o apriamole anche agli aduòlti che, consapevoli di quello che li aspetta,decidono di riciclarsi. Così come sono organizzate, servono a poco.  Credits realtimetv.it

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