La si poteva definire appiccicosa, questo è vero, ma solo in certi momenti. D’abitudine si presentava trasparente all’aspetto, si capiva benissimo cosa avrebbe dato da lì a poco, non aveva nessun problema a mostrarsi. Lo spogliarsi avveniva in maniera sempre diversa, a volte era un movimento lento, quasi volutamente ossessionante: era forse un modo per pregustare il piacere, che sarebbe scaturito dopo pochi istanti. In altri momenti i gesti erano rapidi e scattanti, quasi una ricerca spasmodica di un contatto fisico. Una volta nuda, diventava interessante il gioco delle parti: si avvicinava o si ritraeva, ma non era certo lei a guidare il gioco. Il contatto con la bocca diventava il momento culminante, desiderato da entrambi. Una volta dentro, si scatenava senza ritegno, portando a picchi altissimi di sensazioni quasi violente ma di profonda soddisfazione: che buona la caramella di menta..

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