Andando a scartabellare negli appunti del passato, ho ritrovato un menu di una serata che organizzò Carlo Macchi, giornalista di Poggibonsi, fresco biografo del grande Giulio Gambelli, padre di tutti gli enologi toscani. Allora era fiduciario Arcigola Slow Food della zona e, come potete osservare, non mancava certo di ironia e capacità di stupire. Almeno giudicate un po’ voi dall’articolo che scrissi all’epoca per l’Unità

E alla fine la verita’ e’ venuta a galla: malgrado per molti anni sia stata celata dal segreto assoluto, imposto dai dirigenti del partito, si e’ alla fine ammesso per vera quella che molti ritenevano una leggenda: i comunisti mangiano i bambini. La conferma si avra’ Venerdi’ 14 Giugno, a S.Rocco a Pilli, dove Carlo Macchi, fiduciario Slow-Food dei colli senesi e grande organizzatore di eventi enogastronomici, ha preparato un menu che la dice lunga sui gusti prelibati dei nipotini di Lenin: si inizia con  una delicata "Neonata burro e salvia", subito seguita da un corroborante "Brodo del parto". Dopo un momento di pausa, dedicato alla presentazione di un misconosciuto antropologo che chiarira’, una volta per tutte le origini di questa tradizione alimentare, si riprende con un "Piccolo falsomagro con Fagiolino aperto in umido" che precede il piatto forte, il "Lattante al forno con pelle di pisellini". Il dolce, dal nome "Che fare",  e’ un trionfo dell’arte pasticcera e verra’ preparato da un artista che presentera’ la sua personale interpretazione del famoso testo di Lenin. I vini saranno adeguati alla bisogna, ma da indiscrezioni sembra si brindera’ con il famoso rosso "Stalin", un lambrusco dotato di nerbo e carattere deciso. L’organizzatore, alla domanda se il tema della serata non possa sembrare un po’ duro da digerire, ha assicurato che le carni saranno debitamente frollate e per chi non vuole cibarsi di quanto preparato, e’ sempre pronto di scorta un menu vegetariano. Alla cena saranno presenti, ovviamente, dei comunisti, pronti a rispondere alle domande del pubblico presente. L’iniziativa ha uno scopo benefico: la raccolta di fondi per la sovvenzione di una mensa per bambini nel quartiere di Zlata, a Sarajevo, un progetto che impegnera’ Arcigola Slow-Food per tre anni. Oltre a questo pero’, nasce anche dalla voglia di sapersi prendere un po’ in giro, qualita’ questa che ha fatto spesso difetto alla sinistra, mettendo in gioco i mostri sacri della storia in un’altra salsa (comunque rossa). E anche per dimostrare che i luoghi comuni della politica, ripetuti all’inverosimile durante le campagne elettorali tanto che, alla fine, qualcuno ci crede davvero, possano essere smitizzati a tavola.  Per ovvi motivi, dato il carattere della cena, e’ meglio evitare di portare figli in tenera eta’

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