Dapprima guardati con sospetto, poichè ritenuti  le insegne più manifeste della villania impenitente, furono poi accettati di buon grado una volta compresa la loro missione. Impiegati non tanto per scavare solchi in gengive rigonfiate o denti ricolmi di residui pranzerecci, quanto per aiutare i golosi a far uscire dal guscio le chioccioline di mare, fecero inizialmente la felicità dei nevrastenici che, alla loro comparsa, videro diminuite le crisi in cui cadevano ogni volta che entravano in un ristorante con specialità di pesce. Dopo anni passati senza apparenti motivi di timore, per l’incolumità degli ospiti, si scoprì che gli stuzzicadenti di ferro potevano diventare sottile arma di tortura per consumare vendette o funzionare da deterrente efficace in situazioni particolari. Fidanzate gelose lo impiegavano per distogliere lo sguardo dell’amato sulla bellona di turno, generi inveleniti  lo piazzavano di nascosto nel piatto di spaghetti ai frutti di mare scelto dalla suocera, approfittando delle ferite procurate  per terminare frettolosamente il pasto e riportare a casa la sofferente. Ma la loro pericolosità fu manifesta di fronte all’innocenza dei bambini:  il solo pensiero che le povere anime candide potessero essere esposte al rischio di ingerire tale potenziale “arma” fugò ogni dubbio sul loro destino finale.  Con buona pace di tutti coloro che, da allora, preferirono ordinare cozze e vongole alla marinara al posto delle chiocciole: fu la riscossa dei mediocri!

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2 Commenti

  1. confesso che sono andato in vacanza con un’amica che soleva, a fine pasto, stuzzicandetarsi con gran scioltezza ….
    della serie non si accusino sempre e solo gli uomini
    😉

  2. confesso che sono andato in vacanza con un’amica che soleva, a fine pasto, stuzzicadentarsi con gran scioltezza ….
    della serie non si accusino sempre e solo gli uomini
    😉