Mi ricordo…ah si mi ricordo..erano gli albori del mio incarico di fiduciario Arcigola a Firenze(formidabili quegli anni!) e quella che era una libreria antiquaria diventò un’enoteca, visto il successo che il vino iniziava a riscuotere. Nessuna mescita, solo vendita da asporto: poi corsi di degustazione, verticali mitiche, la trasformazione in un wine bar e la vita che cambia. Oggi ci trovo due giovani soci, che hanno passione da vendere e voglia di fare: siamo esattamente di fronte a Palazzo Pitti e la tentazione di cedere alle chimere del turista di passaggio sono molte. Qui però si esercita una sorta di resistenza gastronomica, solo acqua e vino, non si servono succhi di frutta e, al momento, nemmeno birre, il vino è solo al bicchiere anche se l’anno prossimo forse, si potrà comprare anche a bottiglia. La piazza pedonalizzata è di una tranquillità unica, la proposta gastronomica è ristretta ma valida. La tartare di carne “La Granda” piemontese è accattivante, di gustoso risultato la zuppa di pane con lampredotto in inzimino e pecorino, delicati e dalla pasta ben stesa i ravioli di zucca con salsa di broccoli, avvolgente la terrina di fegato con sale spezzato. Il vino proposto viene sempre spiegato al cliente. Insomma, un’oasi centrale da apprezzare

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