Nel blog di Franco Ziliani, si è aperta una discussione piuttosto corposa sul ruolo dell’Enoteca Italiana nel mondo del vino italiano. Il tono dei commenti, fatto salvo alcune eccezioni, si è mantenuto in ambito di sostanziale correttezza. Faccio parte del Consiglio di Amministrazione da più di un anno, segnalato da Susanna Cenni, parlamentare ma soprattutto ex assessore dell’agricoltura in Toscana, una presenza della quale, in regione,  sentiamo la mancanza. Toglierei al dibattito in corso ogni aspetto partitico, e preferisco affrontare l’argomento nel mio blog per raccontare brevemente la mia esperienza da consigliere: ci sono entrato con molto entusiasmo ma, da neofita, ho dovuto capire i meccanismi di funzionamento che sono, come è facile immaginare, molto complessi e burocratizzati. Già da subito, ho proposto un’iniziativa che ha accommunato l’Ente Vini con il Maggio Musicale Fiorentino, che ha ottenuto un buon successo, ma quello che vorrei far capire fondamentalmente è che l’Enoteca ha un problema fondamentale, quello della mancanza di risorse per poter ben operare. Sulle gestioni passate ho poco da dire, in quella attuale noto con piacere che siamo tutti impegnati nel cercare di posizionare in maniera più consona l’Enoteca Italiana nel panorama vinicolo italiano. Non è semplice, le critiche sono sempre bene accette, ma non sono d’accordo nel dover criticare a priori un articolo scritto da un giornalista di WIne Spectator: che si possa migliorare non c’è dubbio, e credo che il pungolo di Franco sia dovuto proprio a questo!

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22 Commenti

  1. una semplice domandina Leonardo: per decidere la tua nomina a membro del Consiglio di Amministrazione dell’Enoteca é servito a qualcosa, o é stato puro caso, il fatto che tu fornissi ampie garanzie, oltre che di competenze e professionalità, ça va sans dire, da un punto di vista diciamo “politico” associazionistico? Il fatto che tu abbia lungamente fatto parte di Slow Food, che tu sia notoriamente un personaggio del mondo dell’enogastronomia, politicamente vicino alla maggioranza politica che da sempre regge il Comune e la Provincia di Siena?
    Se tu fossi stato di orientamento opposto, un pericoloso esponente della reazione, un rampante berlusconiano, una persona di destra come me, avresti ricevuto questa nomina? Personalmente non credo. E questa é l’ennesima conferma del sistema politico-finanziario-bancario e altro che regge tutto il mondo senese e di cui l’Enoteca é un perfetto esempio…

  2. Caro Leo,
    non sei il solo del nuovo corso dell’Enoteca che conosco, stimo e di cui sono amico. Ho già espresso sul blog di Ziliani il mio auspicio di un ottimo lavoro, anche a prescindere dalla logica delle appartenenze e dei “gradimenti” che il cda dell’ente indubbiamente esprime.
    Richiamo però anche te a una duplice riflessione.
    E’ vero da un lato che alla gestione odierna non possono essere attribuite le mancanze del passato, ma non si può nemmeno far finta di non sapere o capire quanto tale passato (non i risultati, bada, ma il “modus” e in generale la filosofia gestionale) pesi come un macigno sull’oggi.
    Dall’altro lato, per fare questo salto di qualità sarebbe necessario un radicale cambio di mentalità, che, invece, dimostra di essere sempre la stessa quando, nella consapevolezza dei limiti e delle difficoltà che tu stesso riconosci, ci si bea ad usum populi per una positiva recensione su un famoso giornale, quasi che questa servisse per stornare l’attenzione dalle solite magagne.
    Sono certo che comprendi cosa dico, quindi non mi dilungo.
    Quando l’autonomia dell’Enoteca sarà non solo autoasseverata, ma effettiva, sono certo che i risultati arriveranno e che si romperà il velo di diffidenza e di preconcetto che, bisogna ammetterlo, aleggia (spesso giustificatamente) sull’istituzione.
    A presto,

    Stefano

  3. @franco
    Ti posso assicurare che il mio aspetto politico, del quale ben sai non faccio mistero, conta veramente poco, considerando che all’interno del consiglio ci sono persone che la pensano in maniera diametralmente opposta alla mia, sempre politicamente. Riguardo a Slow Food penso che la tua sia una battuta, sai benissimo cosa penso oggi dell’associazione e del suo gruppo dirigente regionale, che ha usato i mezzucci politici perchè disturbavo i loro “progetti” considerata la mia autonomia.
    Sono d’accordo che l’ente possa e debba ingranare una nuova marcia, sto facendo il mio percorso all’interno proprio per questo e spero che le critiche servano ad affrontare i problemi con la dovuta serietà

  4. bene Romanelli ci assicura che sarebbe stato chiamato a far parte di questo “sinedrio”, pardon, del Consiglio di Amministrazione dell’Enoteca Italiana anche se politicamente fosse stato lontano anni luce dal colore politico che, nei decenni fedele, comanda a Siena e dintorni… Interessante “rivelazione”, l’importante é crederci…

  5. Sposo pienamente la tesi di Stefano Tesi , scusate il gioco di parole. Siamo tutti d’accordo nei blog, Ziliani in primis nonostante sia dichiaratamente di destra, che Berlusconi rappresenta una distorsione di quella destra storica e orgogliosa di valori (da me non condivisi) che pur sempre sono valori. Qui si tratta di stabilire una trasparente e chiara gestione futura di una parte politica che ha “partitizzato” la vita dei cittadini e degli enti, come l’ente Enoteca Italiana. In parte riflette il dibattito interno al PD: quale futuro? con i giovani che rifiutano le logiche del passato ma che trovano attualmente pochi spazi, oppure con gli apparati storici, un po ingessati dell’apparato efficente del partito?
    Il dibattito sull’enoteca Italiana in fondo rispecchia il dilemma che il centro sinistra attraversa e bene o male è così. A mio parere sono benvenute le critiche, a patto che siano costruttive e non distruttive, soprattutto oggi in questa crisi.

  6. guarda franco che a collaborare con l’Enoteca e con Enti Regionali toscani hanno chiamato pure me, notoriamente parecchio di destra, quindi almeno in certe situazioni la politica “partitica” conta fino alla curva, del resto in Toscana in pratica sono tutti di sinistra.
    Poi magari ci sono altre lobby ma molto meno incancrenite che in passato

  7. Mi rendo conto che, per i non senesi, la questione sia difficile da capire nella sua integrità. Qui non si tratta di essere “formalmente” di destra o di sinistra (scansione tra l’altro convenzionale e idiota dalla quale pubblicamente mi dissocio), bensì, in caso di nomine e non solo, di sottostare all'”approvazione” più o meno tacita del sistema. Il quale non è così sciocco da agire in base alle “appartenenze” di facciata, ma ad un ben più complesso criterio di affinità, controllabilità, familiarità e “garanzie”. Questo vale per l’Enoteca e per altre decine di enti o organizzazioni senesi. Se per un verso ciò è normale e comprensile in un contesto culturalmente e politicamente molto omogeneo (a prescondere del perchè sia così) come quello di Siena, non è normale affatto nel momento in cui tale logica assume connotati patologici. Il punto è stabilire quando si passa dalla normalità alla patologia.
    In questa logica, è rarissimo che le figure dei singoli siano di per sè criticabili, mentre l’effetto che l’insieme delle scelte provoca è criticabilissimo.
    Saluti,

    Stefano

  8. Come e’ gia’ stato fatto rilevare piu’ o meno esplicitamente da altri, la questione e’ “politica” ma non nel senso convenzionale che si da’ a questa espressione in Italia. In un certo senso e’ anche “partitica”, ma di nuovo non nello stesso senso convenzionale che in genere si tende a dare all’espressione a livello nazionale. E’ una questione trasversale alle ideologie, anche se non alle appartenenze. Destra e sinistra se mantengono ormai poco senso a livello politico nazionale, non ne hanno punto a livello politico locale, a Siena. “Chi comanda e chi e’ all’opposizione” a Siena non segue affatto la geografia politica (o partitica) usuale. Gli ultimi dieci anni (per lo meno!) di eventi senesi sono li’ a dimostrarlo. La vita politica a Siena e’ un’eterna mossa. Con il canape che non si abbassa mai.

  9. Non volevo essere troppo politico nel precedente intervento. Vorrei quindi precisare come la coincidente trasversalità delle opinioni in questa discussione, indica un bisogno reale di un rafforzamento di prestigio dell’Ente Enoteca Italiana al di là di come la si pensi.

  10. DI mestiere faccio il critico ma penso sia utile mettersi anche in gioco per fare qualcosa ed essere oggetto di critiche, che servono sicuramente per crescere. Se poi Franco, non ci credi a come è nata la mia scelta, mi dispiace per te, il posto di consigliere dell’Enoteca Italiana non è di quelli che suscitano chissà quali appetiti economici, quindi lo si accetta per mettersi alla prova. Alla fine vedremo.

  11. Come disse Andreotti ” a pensar male…” e ziliani in questo caso pensa male. Ma d’altronde é il suo mestiere di blogger, altrimenti che fine fa il francotiratore a lui tanto caro.

  12. signor Dettori, il mio “mestiere” é quello di giornalista che si occupa di vino, che svolgo da qualcosa come 25 anni. Il “mestiere di blogger”, con alterne fortune e risultati, lo lascio ad altri. Quanto al pensar male, una volta tanto Andreotti ha ragione: sara, ma che a Romanelli quel posto nel consiglio di amministrazione dell’Enoteca l’avrebbero offerto anche se fosse stato dichiaratamente “di destra” e non “di sinistra” organica al potere locale, come tutti sanno essere, io non riesco proprio a crederlo. Sino a prova contraria…

  13. Mi scusi per ” il mestiere di blogger” non volevo offendere nessuno, per quanto riguarda la prova conrraria, la fornisca le. Poi ognuno, fortunatamente, la pensa come vuole e lei la sua l’ha espressa. Ovviamente resta la Sua. Buoma domenica.

  14. @franco
    In consiglio con me siedono persone dichiaratamente di destra: Prova a sentire Stefano Tesi che conosce SIena meglio di me e te messi assieme:-)). Per quanto riguarda la mia scelta, ricordati che non sono mai stato catalogabile, quindi,se mi si sceglie è per quanto riguarda il mio percorso professionale

  15. Posso dire – aldilà del dibattito in corso – che questo apriorismo meccanico in base al quale si inquadrano le persone in base al fatto che siano di sinistra o di destra (due categorie, come detto, che hanno fatto il loro tempo da decenni e sono ormai prive di significato) è sempre più stucchevole e insopportabile? Già sopra ho scritto che le logiche che sovraintendono a certe nomine sono ben altre rispetto ai vuoti incasellamenti di appartenenza, sebbene la “nascita” abbia ancora il suo peso.
    Ma ridurre tutto a questo è veramente miope.

  16. bene, visto che l’amico Tesi dice che sono “miope”, metterò gli occhiali… Ma resto della mia idea, ovvero che il potere politico coopta solo le persone che pensa siano vicine o cooptabili. Questo pur con tutto il, doveroso, rispetto per le capacità di Romanelli

  17. Franco carissimo,
    quando la smetterai di pensare che ogni aggettivo usato in un qualunque dibatto nel quale sei coinvolto con altri sia rivolto sempre, solo ed esclusivamente a te? E’ una smania di protagonismo, la tua? Io facevo, come sempre, un discorso generale. E te lo dice uno la cui cooptazione come collaboratore di vari enti è stata, sul più bello, spesso sistematicamente stoppata proprio per presunta eterodossia ideologica. Quindi so di cosa parlo. Ma il sistema di selezione, credimi, è molto più raffinato e subdolo che non uno basato sui distintivi politici messi sulla giacchetta.
    Ad ogni modo stiamo divagando e questo mi interessa poco.

  18. @ Leonardo, visto che siamo nella provincia Toscana che da sola ha ben 5 docg (a pari merito con Cuneo……..), come consigliere dai una rimodernata all’ Enoteca Italiana di Siena, battiti per iniziative importanti che la portino all’attenzione di tutto e di tutti….un idea potrebbe essere l’Anteprima del Chianti Classico….chi l’ha detto che per forza va fatta alla Leopolda? Mezzo Chianti Classico è in territorio senese…..Al limite l’anteprima si potrebbe fare anche un anno a Siena e uno a Firenze….. 😉

  19. Leggo sul blog di ziliani di gettoni di presenza ecc…. Domanda: corrisponde a verità? E se si, tradotto in euro quanto sarebbero?