Passate oramai due settimane dal rinnovamento di Eataly a Firenze, dopo Pasqua si capirà meglio se il nuovo corso avrà il successo sperato. Strana vicenda quella fiorentina del colosso della distribuzione di qualità: sono ancora negli occhi le code in via Martelli i giorni seguenti l’apertura, di persone desiderose di entrare e conoscere questa nuova realtà, la ressa nel ristorante Da Vinci di tutti gli ospiti, Matteo Renzi in testa, e poi, dopo pochi mesi, luna certa ritrosia nell’andare : l’apertura del Mercato Centrale può essere una ragione ma non basta a capire i motivi per i quali Eataly a Firenze non ha sfondato. Non c’è solo un motivo, ma IMG_8846una serie di fattori collegati. Lo sbaglio del luogo, tanto per cominciare, l’unica via pedonalizzata che non vede fiorentini transitare volentieri ed anche i flussi turistici non riescono ad essere intercettati. Gli spazi interni, troppo ristretti, faticosi da vivere e girare, con un senso di oppressione mentre si mangiava piuttosto evidente. Il ristorante top, poco “raggiungibile” pur avendo un bravissimo chef come Enrico Panero. La mancata integrazione con la città. Tutto questo è stato oggetto di riflessione e, con l’avvento del nuovo amministratore delegato Andrea Guerra è stato deciso di ristrutturare gli spazi, rendendoli più ampi e confortevoli, chiudere la scuola di cucina e gestire la parte ristorante in una maniera innovativa e divertente: ogni mese un’osteria diversa gestirà lo spazio, proponendo le sue specialità, e a partenza è stata affidata ad un locale calabrese , Zenzero. Il clima che si respira è cambiato sembra proprio che la strada intrapresa sia quella giusta, probabilmente riusciranno a scrollarsi di dosso l’impressione di essere un locale per turisti, anche perché non lo è mai stato!

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