L’Oxford English Dictionary associa l’origine di questo drink a quello del vermouth dry della nota azienda torinese: nella storia, però, si possono leggere versioni che sostengono ben altre tesi. La ditta, infatti, pare sia nata molto dopo l’avvento di questo magico mix: varie testimonianze lo vedono comparire già nel 1860, anno in cui si narra che il titolare di un bar a San Francisco, un tale Jerry Thomas, avesse servito un cocktail di nome Martinez ad un cliente in viaggio, appunto, per Martinez. Altre tesi, invece, lo vedono arrivare sui banconi dei bar un po’ più tardi: in una città della California, Martinez, una targa recita: “In questo luogo, nel 1874 Julio Richelieu, barista, ha servito il primo Martini a un minatore che, entrato nel suo saloon… aveva chiesto qualcosa di speciale. Gli venne servito un ‘Martinez Special’. Dopo tre o quattro bicchieri la ‘z’ si era persa per strada.” La più autorevole testimonianza, fissa la nascita del cocktail nel 1910: la documentazione, rilasciata da John Doxan in “Stirred-Not Shaker” dice che un barista di nome Martini, originario di Arma di Taggia in Liguria, emigrato negli Stati Uniti, avesse inventato la bevanda in onore di John D. Rockefeller al Knickerbocker Hotel di New York. Secondo quest’ultima tesi, quindi, il Dry martini Cocktail è la brillante creazione di una mente tutta italiana!Credits trialx.com

Dry Martini
Ingredienti

8/10 gin
2/10 vermut dry
Preparazione del cocktail

Miscelare nel mixing glass e servire nella coppetta da cocktail o on the rock.
Aggiungere scorzetta di limone o oliva.

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