Sebbene si trovi in una delle zone più difficili da raggiungere a Firenze, l’osservatorio di Arcetri, la trattoria Omero è uno dei luoghi più battuti dai turisti, complice l’ambiente , che scatena un immaginario fatto di cose buone, bottega, campagna. Ed in effetti il locale è tutto questo: qui si considerava di essere fuori dalla città, nel passato. La bottega esiste ancora, così come il banco del bar e si trovano comunque cose buona da mangiare. SInceramente, ero partito prevenuto ma mi sono ricreduto su molti aspetti. Partiamo dal cibo, a volte poco tipico come nel caso del culatello di Zibello con crema di porcini: di buona qualità il salume, meno azzeccata ma sufficiente la crema. Ottimi, invece, i ravioli di ricotta e spinaci con burro e salvia. Un grande classico come il pollo alla griglia è riuscito bene, anche abbondante come porzione, mentre il baccalà e ceci, di stampo tradizionale, aveva solo il difetto della temperatura, troppo fredda. Una volta riscaldato, il piatto ha guadagnato in gusto e sapore. Ottima la scelta dei dolci, anche golosi. Il tutto si paga, circa 55 euro, con vino tranquillo, ma il servizio è realmente professionale. Che dire, nei sogni questa potrebbe essere la trattoria scovata per caso, dove si mangia bene e si spende poco. La seconda che ho detto non torna, ma per il resto, la sosta è piacevole!

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