E’ un periodo che mi arrivano moltissime richieste, di persone che mi chiedono cosa devono fare per intraprendere la professione del critico gastronomico..bella domanda! A qualcuno ho risposto subito ma ora, dopo aver radunato le idee, credo sia giusto avviare una riflessione più ampia. Intanto ne hanno già scritto su Dissapore e anche Aldo Fiordelli ci ha riflettuto già tre anni fa. La prima cosa evidente è che non esiste una scuola per diventare un critico: bisogna trovare da soli la strada, e inventarsela di sana pianta. C’è chi chi organizza corsi universitari, ma costano assai e non danno la sicurezza della riuscita. Un altro elemento da considerare è che, in Italia, a campare facendo SOLO questa professione saranno una decina di persone: gli altri o hanno un altro lavoro, o sono in pensione o sono benestanti. Poi, cosa vuol dire fare il critico? Se avete in mente la guida Michelin, il lavoro è paragonabile a quello di chi fa controllo qualità in un’azienda, quindi scordarsi fin da subito ribalta, giornali, apparizioni tv, si lavora nell’ombra senza tante soddisfazioni di carattere affettivo, ma a molti va bene così, forse..Poi, una cosa è fare il giornalista di settore, che scrive articoli su ristoranti, vini e affini, un’altra è diventare animatore ed organizzatore di eventi, dove entra in gioco il rischio, la capacità di coinvolgimento, quella organizzativa..Non è cosa facile: ad esempio la mia è stata una strada anomala, rispetto a quanto succede in Italia: prima studente di scuola alberghiera, quindi cuoco in alberghi e ristoranti durante le stagioni, a 19 anni insegnante, a 25 titolare di una ditta di banqueting con altri due soci, ho iniziato a scrivere a 28 anni, non giovanissimo. anta gavetta prima, tanta gavetta dopo, un lavoro che ti devi inventare ogni giorno e che ancora oggi svolgo tenendomi cara la scuola. Qualche consiglio? Non serve solo mangiare, bisogna anche saper scrivere, essere in grado di trasmettere emozioni con le parole, essere curiosi studiare ogni giorno, fare corsi di specializzazione su tutto…è un lavoro entusiasmante ma ci vuole un fisico bestiale per mangiare due volte al giorno al ristorante, sopportare il pomeriggio di scrittura e relazioni sociali dopo aver mangiato e bevuto vino, guidare per ore anche di notte sotto la pioggia, essere disposti a fare il giro d’Italia in pochi giorni..amate fare tutto questo? Mi sa che potrei cominciare a organizzare degli stage:-))
Credits telegraph.co.uk

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14 Commenti

  1. fai degli stage io saro la primaaa….amo mangiare ma purtroppo ci tanti tanti ristoranti che non meritano di esistere ed è per questo che mi piacerebbe poter scrive e consigliare…. il mio motto è segui il naso piu che lo stomaco… il mio non sbaglia quasi maiii

  2. Salve sono Masi Noemi. Sto cercando il modo di diventare critico gastronomico. Il mondo della cucina mi affascina, amo mangiare,andare alla scoperta di cibi del luogo….. A chi posso rivolgermi per specializzarmi in questa professione? Grazie mille per la sua attenzione.
    Masi Noemi.

  3. Romanelli è ormai quasi un mito. Oggi andare -stare in televisione è una garanzia. Quindi qualsiasi stage tu voglia fare, ti seguiranno in molti. Anche io, ma dipende da quanto costeranno.

  4. Sono appassionato di tipicità enogastronomiche e in dirittura d’arrivo al III livello AIS che considero una buona base di partenza per iniziare a fare esperienza.
    Se fai per caso qualche corso – stage a Roma che riguardi la critica enogastronomica e più in generale la comunicazione nel mondo del vino e del cibo mi piacerebbe partecipare…..saluti!!!

  5. Buonasera,io sono laureato ,amo viaggiare,scrivo libri,che csa mi manca per fare il critico -recensore di hotels e ristoranti?
    A parte gli scherzi,come posso propormi alle riviste e guide di settore?grazie

  6. Carissimo Leonardo la passione della scrittura, l’ amore per i viaggi e la scoperta di nuovi sapori, l’ emozione e la delusione di molti altri, il connubbio di due arti come appunto la scrittura e la cucina è la mia vocazione. Ognuno di noi ha una missione su questa terra e benché ardua, non senza sacrifici, se è proprio quello che desideri dalla vita, allora lo fai! Io provengo da un percorso di studi umanistici0/linguistici, ma ti confesso che se fino ad oggi la “lingua” mi è servita per comunicare cosa mi impedisce di utilizzare lo stesso stumento per “assaporare”?
    Perciò, la mia domanda è dove e a chi posso rivolgermi per specializzarmi in questa professione? Liliana Longo

    • Carissimo Leonardo la passione per la scrittura, l’ amore per i viaggi e la scoperta di nuovi sapori, l’ emozione e la delusione di molti altri, il connubbio di due arti come appunto la scrittura e la cucina è la mia vocazione. Ognuno di noi ha una missione su questa terra e benché ardua, non senza sacrifici, se è proprio quello che desideri dalla vita, allora lo fai! Io provengo da un percorso di studi umanistici0/linguistici, ma ti confesso che se fino ad oggi la “lingua” mi è servita per comunicare cosa mi impedisce di utilizzare lo stesso stumento per “assaporare”?
      Perciò, la mia domanda è dove e a chi posso rivolgermi per specializzarmi in questa professione? Liliana Longo

  7. Salve, sono una studentessa in Scienze della Comunicazione. Pensando al mio futuro ho scoperto che ciò che mi piacerebbe fare è parlare della mia terra, la Sicilia, con le sue Chiese, i suoi paesini, i paesaggi, il mare e i suoi prodotti tipici!!! Ho pensato di intraprendere questa strada ma non saprei da dove cominciare!!

  8. Salve,
    vorrei sapere come è possibile diventare critico gastronomico, mi unisco alla lista di quelli sopra di me! Se possibile vorrei avere indicazioni su corsi in merito…grazie

    • Buongiorno,
      vorrei sapere cortesemente dove posso mandare un curriculum per diventare critico gastronomico.
      Sono 38 anni che lavoro in varie cucine anche all’estero

      Saluti
      Stefano