Lasciato il tempo necessario per un rodaggio completo, non potevo esimermi dalla visita di un locale che molto ha fatto parlare di se’, per un sapiente battage di comunicazione molto social, per la presenza di Arturo Dori ai fornelli, per il fatto stesso che è un progetto iniziato dal gin bar di via de’Neri (non solo gin bar, sia chiaro…) e per un arredamento che lo pone tra i luoghi moderni e piacevoli di questa stagione fiorentina. Lo stile prescelto è IMG_9627quello del modernariato, e quindi una certa emozione nel ritrovarsi in una salotto di casa anni Sessanta arriva, a chi come me quei luoghi li ha vissuti davvero. Siamo in via dello Sprone, zona pedonale , turistica per eccellenza anche se la via defilata un po’ evita le masse di turisti in cerca di mangifici. Il bar al piano terreno è il punto focale, poi si può mangiare nei tavolini sparsi: meglio accomodarsi al piano di sopra, magari in una sorta di soggiorno quasi riservato che ricorda la sala da pranzo delle case borghesi, ma non troppo! Il menu è divertente: questo è lo stile, nessun volo pindarico, libero spazio alla fantasia di Arturo, sembra di leggere tra le righe di un menu che presenta un menu da macchina da scrivere, che i piatti sono quelli che il cuoco ama mangiare. Anche una buona dose di ironia è presente  nella carta, quando si IMG_9634legge tra i primi “Tortellini panna, prosciutto e piselli” o l’insalata di pollo: in realtà tanti piatti vari, come un’incredibile zuppa di verdure con amaranto, curcuma e cumino, IMG_9622come il vitello tonnato all’albese, con la carne cotta rosa e bella in vista, o come un saporito polpo piccante arrostito con salsa di patate e capperi. E poi, le empanadas colombiane, la creme brulée di foie gras, la crema di piselli al limone e tante ghiotte proposte tra le mezze porzioni, messe lì apposta a chi si vuol togliere uno sfizio senza eccedere. Piccola scelta di dolci golosi, come il budino di riso caramellato. Niente vino o, meglio: scelta limitata, un atto di rottura notevole, qui volendo si pasteggia a cocktail e l’idea non è peregrina, ma certo non lo si può definire un wine bar, ecco! I camerieri sono work in progress, si formeranno, adesso hanno entusiasmo. Prezzi dai 6 ai 13 euro a piatto

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