Inutile, non c’è niente da fare, malgrado se ne parli da anni l’argomento è sempre di attualità, ovvero il bagno del ristorante: croce e delizia di ristoratori che si vedono crocifissi con recensioni che li inchiodano non tanto sullo gnocco venuto male o sulla carne bruciacchiata, bensì sullo sciacquone che non funziona. In effetti, puoi fare il bagno fighetto nel ristorante modaiolo da sempre, metterci le scatole di vino di un famoso castello del Chianti quale complemento d’arredo: se puoi quando via a tirare l’acqua questa non scorre, qualunque elemento presente nel bagno perde significato e valore. Perché, mi chiedo, malgrado venga scritto anche nei libri di testo della scuola alberghiera che il giudizio dell’igiene in cucina è legato a quello delle toilettes, i segnali di allarme cadono nel vuoto? Si continua ad entrare in luoghi profumatissimi(in senso positivo eh!), ricolmi di pot pourri, fiori, essenze, magari con quadri d’autore, anche se non sono previste opere di Piero Manzoni, e poi la seggetta è rotta, con uno spacco che è lì da giorni e non da mesi. Non parliamo del gusto sadico dell’arredatore complice del titolare , con malcelate propensioni al voyeurismo: mettere  gli specchi posizionati inesorabili di fronte al water, affinché non ci sia assolutamente possibilità di perdersi lo spettacolo,..almeno rimane un fatto privato. Se però ho un contenitore per il sapone liquido “very fashion” che risulta inesorabilmente vuoto, facile che sia scaraventato a terra con un moto di rabbia, dopo aver lottato a lungo con la fotocellula del rubinetto che non fa scorrere l’acqua o con la mancanza di asciugamani. Ora, con i nuovi asciugamani ad aria potente non c’è nemmeno la scusa che non si riesce a stare dietro ai clienti incivili: ed in effetti bisogna spezzare la lancia a favore dei ristoratori, spesso i clienti sono incivili, montano con le scarpe sul solito water, spezzano loro le seggette per il suddetto motivo, gettano a terra gli asciugamani, rubano la carta igienica(è così e non possiamo farci niente), però non ci sono vie d’uscita: l’immagine della rest room è troppo importante per poterla abbandonare alla fantasia creativa della clientela. Quindi , prima di investire in impianti hi fi che diffondono musica celestiale partendo dal sifone del wc, spendere per studi di architettura che di fatto nascondono il bagno facendolo diventare un rompicapo anche per un laureato ad Harvard, laminare in oro i rubinetti fors eè meglio una persona in più a controllare anche durante il servizio che tutti funzioni a meraviglia

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun commento