Inutile resisterle, lui ne era completamente soggiogato: ne sentiva il bisogno nei momenti più strani, dal mattino a notte inoltrata. Era un rapporto di dipendenza, lui se ne rendeva conto, era terribile, poichè rischiava di rimettereci anche in salute, ma non riusciva ad opporre resistenza. Lei lo dominava, esercitava un potere deflagrante, che le permetteva di gestirlo in maniera terrificante. Si presentava a lui sempre nuda, con la pelle liscia, morbida, e sapeva che, quando lui la toccava perdeva il controllo: si rendeva conto che, il contatto scatenava una passione violenta, viscerale. Veniva annusata in tutta la sua lunghezza, anche leccata, i denti di lui cercavano di non morderla ma la portavano spesso al limite di un attacco violento. Si sentiva desiderata anche per i gemiti che lui emetteva: era un legame malato, lui con la testa non riusciva a connettere, sapeva che sotto lei era un fuoco di passione, lo intuiva, ne aveva provato le emozioni intense e durature. Non sopportava gli artifizi ai quali lei, si sottoponeva, era come gli altri la volevano, mentre lui la preferiva così com’era al naturale. Lamentava che lei fosse un po’troppo “allegra”, ovvero sempre in mezzo agli uomini che l’amavano come lui e quindi, anche se rassegnato, accettava anche questa situazione. Il momento maggiore di felicità, però, era a casa, da soli: lui pregustava il momento, arrivava pronto, in tiro, si chiudevano nella stanza e la spogliava con movimenti lesti quindi , una volta nuda e disponibile, la prendeva dapprima con voluttà poi più lentamente, godendo di quegli attimi che voleva non finissero mai: quanto amava la salsiccia..Credits blog.libero,it/oranginella

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