E venne la volta di tornare a mangiare in un ristorante cinese: che poi, con i cinesi che si trovano normalmente in città ha ben poco da spartire, ad onor del vero. La segnalazione è stata di Aldo Fiordelli, che ci è andato appena aperto e poi,la frequentazione con l’ex palazzo del tribunale fiorentino in piazza San Firenze, in occasione della Biennale Enogastronomica Fiorentina, mi ha spinto a visitarlo. Via de’Neri è una strada che sta cercando una nuova identità, c’è a due passi “L’antico Vinaio”, che sta avendo un successo clamoroso con la coda fuori alle ore dei pasti, una trattoria storica come Benvenuto, in via della Mosca, la Fiaschetteria e poi, Dim Sum: una sala unica apparecchiatura che sembra più giapponese che cinese, molto lineare negli arredi. La gestione è di giovani cinesi che parlano fiorentino, il sistema di comande è elettronico e moderno ma la gentilezza del tè offerto è antica. Qui si cucina in altro modo rispetto alla media: le “noodles” sono fatte a vista, in sala, gli ingredienti sono freschi, i sapori definiti. Buoni i calamri fritti con lemon grass e salsa al curry, gustosissime le noodles con maiale, intriganti i ravioli alla piastra con verdure, da mangiare in allegria gli spiedini di gamberi con zenzero, succosa e profumata la tartare di seppia. I piatti costano dai 9 ai 13 euro, servizio molto gentile e cortese. Carta dei vini limitata, con ricarichi assurdi se ordinati al bicchiere, più centrati in bottiglia, altrimenti meglio continuare a bere te. 25 30 euro

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