Niente racconti strappalacrime, solo una riflessione su come la professione del degustatore abbia lati interessanti, che la fanno paragonare a quella dello scrittore. Ci stavo riflettendo in questi giorni, durante un tour della Toscana, che non ho mai occasione di fare con la scusa che la Maremma non è poi così lontana, la costa è vicina e invece…e invece, ci vuole la possibilità di assaggiare il Morellino di Scansano, il Montecucco, il Monteregio di Massa Marittima e tutti i vini della provincia di Grosseto per spingermi ad ammirare luoghi “aspri e duri” solo in apparenza, che proprio la viticoltura ha reso più disponibili. E mi viene da pensare quanto sarebbe interessante fare lo scrittore per soggiornare in luoghi non troppo conosciuti, conoscere le persone e poi raccontarle nelle pagine dei libri. E Venturina e il suo Calidario e poi Bolgheri, dove avverti i motivi per i quali Carducci ha scritto dei versi ancora attuali. Vino e territorio, che non è solo fatto di vigne e terra, ma di persone: sono gli incontri che ti colpiscono e ti fanno riflettere sul contenuto della bottiglia. Assaggiare in una stanza asettica è forse il miglio modo di effettuare una degustazione, ma fare chilometriserve a capire meglio chi ci sta dietro una bottiglia..

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