Il paese nel quale sorge l’albergo non è fra quelli indimenticabili, ma sembra il destino dei grandi ristoranti di fuori città: essi stessi diventano il motivo principale per visitare luoghi altrimenti frequentati per altri motivi, non prettamente turistici. Qui opera Enrico Bartolini, chef e imprenditore, che il suo “buen retiro” se lo è creato in Toscana, in Val d’Orcia, aprendo una trattoria, mentre qui opera in maniera altamente professionale, riuscendo a seguire la clientela d’albergo, con un servizio più agile che effettua nel bistrot interno, organizzare la banchettistica ed operare su livelli di eccellenza con il ristorante gourmet. La scelta è allettante, il cliente può optare tra più menu degustazione o sulla carta che prevede, quando possibile, antipasti e primi serviti in versione assaggio invece che in porzione completa. Un assaggio è offerto poi le portate variano a seconda della stagione: si passa dal ricordo dell’oliva al cannolo di cassoeula ridotto alla milanese in biscotto, dalla crema di patate e capperi ai bottoni di olio e limone serviti con polpo alla brace e salsa di cacciucco. Carne e pesce sono presenti in egual misura, mai banali come quando lo sgombro incontra il foie gras o il gambero cotto in tempura spalmato di corallo con crema di puntarella fette di kaki marinate e crema di pompelmo. Qui si diverte anche chi ama le frattaglie con le animelle al salto con crema di IMG_0043mozzarella e spinaci novelli, ma ci si può beare con il maialino croccante o il petto di piccione. La scelta dei formaggi è importante, conviene lasciare spazio, altrimenti una piccola carta dei dolci, dove si spazia dalla crema bruciata con mirtilli ghiacciati, amarene e meringhe al cheese cake. Carta dei vini profonda e ben differenziata, che soddisfa l’amatore come il cliente dai gusti più “normali”. Servizio attento, non pressante, curato. 100 euro vini esclusi

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