Sarà che oramai la realtà supera la fantasia in molti campi(la politica in Italia docet), ma quando iniziai a fare il mio spettacolo, “Come diventare sommelier in 50 minuti” pensavo di affrontare  in maniera ironica un elemento del mondo del vino, le degustazioni, che scatenava gli appassionati su riconoscimenti ed aggettivazioni delle più disparate. Ed invece, con piacere lo confesso, ho continuamente materiale per il mio spettacolo, sempre più vario e particolare, in quanto il fenomeno invece di rallentare, aumenta vistosamente. Già mi sembrava che espressioni del tipo”sento lo gibier al naso” fossero abbastanza criptiche, ma oggi ci stiamo superando, con il “cuoio peloso”, il “gambo del fiore”, ma anche la “Torta Pistocchi all’arancio”, “la segatura”, l’ebanisteria..insomma, io mi diverto da matti, il lettore pure vero?

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10 Commenti

  1. una volta mi fece tanto ridere il “bagaglio olfattivo”. Ogni volta che ci penso mi viene in mente una valigia su per il naso.

    saluti

    Marco

  2. ho partecipato ad una “gita” degustazione, tre cantine in un giorno! Sono troppo inesperta per poter dire qualcosa, ma ora so riconoscere il NASO CROCCANTE. Quello l’ho imparato! Purtroppo non diventerò mai una somelier, mi piace il buon bere, ma non sopporto l’alcool, quel sapore pungente che ti lascia in gola come la grappa secca! In
    alcuni vini molti rinomati, specialmente bianchi secchi, l’ho ritrovo troppo spesso!!

  3. FRITTATA DI ZUCCHINE in un Brunello di Montalcino. E il commento è di un “naso fiorentino” moooOOOOOooolto noto, moooOOOOOooolto pagato, mooooOOOOooolto gettonato… io sono ancora lì che rido, sì…

  4. Diamine!!
    Siamo entrati nell’olimpo dei sentori vinosi,,, ;-)))
    E io che ero rimasto al “sentore di pelliccia bagnata”…

    Leonardo, da chi l’hai sentita dire? La metto nella cartella stampa 😉