Provate a pensare un sommelier esperto che deve affrontare una platea mista, di persone che sanno di vino ma non troppo, sufficientemente acculturate, che pendono dalle sue labbra e lui/lei che si trovano a far degustare la seguente batteria di etichette: BRICCO DELL’UCCELLONE, SCOPAIO, PHIGAIA, MERLOT DELLA TOPA NERA, CICALA, FAVA’, BUSO CALDO e per ora può bastare. Immaginatevi la faccia delle sudddette persone quando, infilando il naso nel vino, parlerà di “profumi animali non ben definiti”oppure tratterà di “sensazioni inebrianti, avvolgenti, quasi sconvolgenti”. L’attesa per l’esame gustativo diventerà parossistica ed allora, sentir dire: “ora mettetelo in bocca e fate roteare la lingua” può dar luogo a qualche equivoco, se poi viene aggiunto” l’entrata è morbida, ma poi successivamente prende vigore dimostrando di avere un bel nerbo” la situazione può tracimare nel bene o nel male..meno male che ci sarà il retrogusto a corre in aiuto…di cosa poi sarà un rischio scoprirlo!

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2 Commenti

  1. Leo . . .cosa accade anche ad un Ornitologo che si mette a dissertire sull’impoortanza di preservare la Passera Scopaiola . . . . .?

  2. simpatica sta cosa …mi congratulo professor Lei fa parte di quei quegli insomma Lei è un uomo…(forse questo è da analizzare Lei sa che c’è una percentuale di femmina in ogni maschio) intellettuale e ricco che riesce ad essere anche simpatico…