Ad Identità Golose Davide Scabin ha presentato la pasta, della quale è testimonial ovvero Monograno Felicetti in versione Squeeze ovvero condita con salse, preparate con materia prima fresca di qualità, spremute da quei contenitori di plastica normalmente utilizzati dai ragazzi per condire le patatine con maionese e ketchup. L’idea è provocatoria e divertente, rende l’idea del fast food e, come diceva Scabin, si avvicina al modo di mangiare giovanile, inserendo il concetto di qualità degli ingredienti lasciando però invariati i gesti. E vai con il pesto, la carbonara e magari qualche altra salsa fredda spremuta direttamente sulla pasta. Bello vedere uno Scabin, appesantito rispetto agli anni d’oro, conservare intatto lo stesso fascino nel parlare e nell’affabulare le folle..com’era la pasta? Non l’ho provata, alla prossima ci proverò!

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Un commento

  1. Ammetto di non averla assaggiata e me ne dispiaccio, tuttavia di Scabin non mi ha convinto il discorso del “pasta wrap”. Ad identità di pasta e con il Pastificio dei Campi si è discusso di rispettare la pasta e di valorizzarla, come portabandiera della cucina italiana. Ora, se io la inserisco in una piadina con rucola ed altro condimento va a finire che la pasta finisce in secondo o terzo piano, sminuendo e sprecando il lavoro del pastaio di qualità. Capisco che quella di scabin sia una provocazione, ma secondo me il “pasta wrap” è eccessivo ed esula da quello che può essere la diffusione della cucina italiana presso i più giovani per sfociare in un esercizio di stile fine a se stesso.