Il nome non lascia adito a sospetti, fuori dalla città di Dante, ganzo è una parola conosciuta ma quasi come un suono etnico, straniero; qui rappresenta la persona “cool”, spiritosa, tanto che un’azienda vinicola ha assegnato questo nome ad un suo vino, per indicare un prodotto godibile e senza pretese. Di fronte all’Enoteca Pinchiorri, in un locale che ha visto passare varie gestioni, ecco una proposta che spazia dalla carne al pesce, e che punta sulla simpatia del personale per ricreare l’atmosfera del passato. Saliti pochi scalini, sulla sinistra un bancone del bar, tavoli piuttosto ravvicinati, ma è l’atmosfera classica della trattoria. Il menu è equamente diviso tra proposte di carne e pesce: partiamo con un’insalata di mare tiepida, corretta ma poco profumata, sia nel gusto che negli aromi. Ottimo il passatino di porri con baccalà fritto e bruschette, sapido e intrigante. Tra i secondi, asciutto e ben eseguito il fritto misto di verdure e pesce mentre l’orata all’isolana presentava le patate crude, non masticabili. Dolci della tradizione, soprattuttoal cioccolato. Carta dei vini non ovvia, con etichette meno conosciute, ancora però in via di definizione, più virtuale che reale. Per il menu di pesce, calcolare 40 euro, a pranzo menu di lavoro a 10 euro.

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