E’ un anima complessa Daniele Pescatore, cuoco partenopeo che ha fatto di Firenze il suo territorio di lavoro. Se avete voglia, leggetevi qui una parte della sua storia professionale, fatta di incontri di vario tipo: per esempio, uno dei pizzaioli più famosi della città, Romualdo Rizzuti, ha mosso i suoi primi passi in cucina proprio con lui, ma l’impressione è quella di trovarsi di fronte  un personaggio perennemente inquieto, alla ricerca di un’espressione culinaria tormentata che sembra quella di un artista davanti alla tela o al blocco di marmo. Poi l’incontro con i fratelli Caprarella, che a Firenze hanno già molti ristoranti, che lo coinvolgono nel progetto dei Fratelli Cuore alla Stazione, dopo aver testato però la loro reciproca conoscenza proprio al ristorante da IMG_7226Pescatore di piazza del Carmine. Dopo una lunga chiusura e ristrutturazione, eccolo ripartire al pubblico: Daniele dice di esserci sempre stato, di essere cioè rimasto nel retrobottega per mettere a punto la sua proposta che oggi è lineare e facile da comprendere : non a caso ha voluto aggiungere il sottotitolo “Casa di cucina” che così spiega “E’ come andare a cena a casa di qualcuno. Come tutte le case, anche la mia, ha un suo stile, una sua personalità : il mio desiderio è che gli ospiti imparino a lasciarsi coinvolgere con naturalezza dalle proposte della cucina”. Quindi come si mangia da Daniele? E cosa ? Il come è una provocazione, si può anche mangiare IMG_7223con le mani, o senza pane, o al buio, insomma si mangia con sorpresa. Il cosa è un percorso vario, in perenne evoluzione, con influenze spagnole, giapponesi e ovviamente napoletane. Molto chiaro il menu, prima l’ingrediente principale e poi la descrizione: per esempio il salmone, marinato 48 ore, servito con scaglie di cioccolato, burro di arancia e le sue uova affumicate, oppure la crema di carciofi e liquirizia dove la protagonista è la cappasanta. Acquietano gli animi i capellini in brodo con polpettine di crostacei, ma volendo c’è la frittura, il risotto gli spaghetti alle vongole..Per la carta dei dolci interviene anche Luca Mannori pasticcere pratese di lunga esperienza, ma non mancano altrimenti il babà alla sorrentina, il tiramisù espresso, la caprese all’inglese. Atmosfera rilassata e piacevole, servizio professionale, carta dei vini che inizia bene e che incrementa a : per tre portate si spendono sui 75 euro, ma è possibile costruirsi un menu degustazione personalizzato a 12 euro a portata

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