Quentin Tarantino lo amerebbe per ambientare uno dei suoi film molto “pulp”: l’ambiente è datato, una costruzione posta sulla strada che da Pontassieve porta alla Rufina, abbastanza trash, divisa in due saloni molto grandi, adatti per banchetti. Entrare in un ristorante che sono quasi le due non dovrebbe essere così grave ma la cameriera non la pensa così: altrimenti non si spiega il fatto che nessuno accompagna al tavolo, che le posate e le stoviglie sono più sbattute che appoggiate, che il menu venga elencato a voce ad una velocità supersonica, che la carta dei vini non venga portata perché “venga a vedere lei le bottiglie nella vetrinetta”, che lo spazzolone e lo straccio vengano bellamente utilizzati mentre ancora le persone sono a tavola a mangiare. Considerate come vengono trattate le bottiglie, il fatto che siano conservate solo in piedi e ci siano solo vecchie annate(anche degli ottimi 2002!), meglio ripiegare su un tranquillo Pomino bianco. L’antipasto misto toscano è buono,anche abbondante per uno, salame, finocchiona, prosciutto e sei crostini di fegato. Peccato che al secondo, scopro un capello che fa bella mostra di se. La cameriera viene a ritirare i piatti, chiede se i crostini vengono terminati e faccio notare il capello: pensate forse che si scusi, che faccia un commento? Solo dice che li può “rifare”, però meglio passare al baccalà in umido, alla lombatina di vitella, alle patate fritte surgelate, perché alla fine il cibo è il momento migliore della sosta, compreso un buon caffè. Spesa per 3 piatti, purtroppo non documentata, poiché la fattura riporta solo il totale, sui 60 euro (lombatina a 16 euro, il resto provate ad immaginarlo)!

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3 Commenti

  1. @stefano
    Proprio perché sono tornato da NY , dove sono stato davvero bene, che queste cose le noti di più..in un ristorante americano rischiano una causa se non ci si scusa. Siccome sono convinto che tutto può capitare , basta porvi rimedio, non “fare finta” che nulla sia accaduto..