Aperto da pochi giorni, è una bella ventata di novità nel campo della ristorazione fiorentina: l’inaugurazione ha fatto “rumore”, tanti rappresentanti del jet set fiorentino, compreso il sindaco, per osservare un lavoro di restauro durato due anni, e che ha prodotto una realtà composta da ristorante, trattoria, pasticceria, gelateria e pizzeria, riunite in strutture adiacenti. Solitamente rifuggo le inaugurazioni(ehm, diciamo che non ero stato invitato 😉 e quindi preferisco testare in momenti più tranquilli, il che permette di capire il rodaggio di una macchina che ha preso appena il via. La famiglia Peruzzi, i titolari responsabili dell’investimento, ha rilevato quello che era un ristorante storico della città, Leo in Santa Croce, che nel corso degli anni aveva perso molto del suo appeal diventando mangiatoia per turisti, per strutturare un progetto ristorativo innovativo che, appare molto interessante. Subito fuori dalla calca dei turisti mordi e fuggi, prende il nome dall’antica denominazione della via Torcicoda, oggi via Torta, dove si trovava il vecchio anfiteatro romano. E’ un locale variegato, adatto a momenti diversi : in trattoria si mangia su bei tavoli non apparecchiati, al ristorante invece i tavoli hanno la tovaglia, molti sono rotondi a favorire la conservazione, poic’è l’ambiente pizzeria, dove la lista delle pizze è giustamente limitata e la taverna, con un salotto con camino che da solito vale la visita. Volendo, all’ingresso, si possono acquistare anche i prodotti utilizzati in cucina, ingredienti di qualità affermata. Pasticceria e gelateria hanno l’apertura in una strada limitrofa e servono la clientela di passaggio. Arredamento ben studiato e caratterizzato, malgrado il numero di coperti l’impressione è quella di avere un angolo riservato, colori caldi, un’atmosfera accogliente. Il personale è motivato, gentile, propositivo. In cucina Alessandro Fabbri, originario del Mugello, che dopo una lunga esperienza a Roma, torna a Firenze a dirigere una brigata impegnata su più fronti, avendo un menu che varia tra trattoria e ristorante. Nota di merito, essere riusciti a costruire una griglia a carbone e legna in pieno centro storico, con una proposta di bistecca alla fiorentina non comune, di quattro razze diverse, con prezzi che variano di conseguenza. Un prosecco viene offerto, con una focaccia appena sfornata, poi si può scegliere, come antipasto un coniglio farcito di pancetta e pomodori secchi con salsa di peperoni, dai sapori netti e ben definiti. Di IMG_3639ispirazione laziale le fettuccine cacio e pepe con guanciale croccante, buone ma che possono anche essere più “ardite nei sapori”. Ben eseguito e godibile il baccalà al pil pil con verdure novelle e pomodori canditi all’erba cipollina. Curiosa come proposta la mortadella alla griglia con salsa al balsamico, magari da rivedere più come antipasto. Equilibrato e soave il crumble di mele Torcicoda con gelato alla crema. Carta dei vini e delle birre,bilanciata, con sezione riservata alle nuove tendenze, non immensa, con ricarichi corretti. Tre portate esclusa bistecca, in trattoria 35 euro, in ristorante 55 euro.

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4 Commenti

    • I veri sapori del cibo si sente nella cucina di tutti i giorni e non in un’inaugurazione , come ha detto il sig. Romanelli. Quindi credo che il fatto che non siano stati invitati critici gastronomici non possa che essere un fatto positivo.Anche io, da turista sono stata a mangiare alla Cucina Torcicoda e sono rimasta molto ,molto soddisfatta .

  1. Ottimo articolo, io sono stato a mangiare da quando è stato inaugurato 2 volte, e tutte due le volte sono rimasto estasiato dalla loro cucina, dall’ambiente e dal servizio. Credo di non aver mai provato tanta attrazione per un ristorante, fino a quando ho conosciuto Cucina Torcicoda. Per quanto riguarda gli inviti agli esperti gastronomi credo che sia stata fatta una scelta razionale, l’inaugurazione era a buffet perchè c’erano troppe persone, e sicuramente i professionisti avrebbero avuto da criticare la cucina. Per gli esperti del settore sicuramente c’è ampio spazio, e molto probabilmente verranno invitati via via, per far conoscere la qualità della cucina. Io la vedo come una cosa positiva… certo che se gli esperti cercano solo eventi Glamour, forse il blogging gastronomico non fa per loro.