Chi per primo ha proposto la bresaola con la rucola, nei favolosi anni Ottanta, aveva chiari intenti sadici: vedere persone che si abbuffavano di cibo magro e amaro, convinte di fare la cosa giusta, nel mangiare senza provare godimento. Se poi lo ha applicato su se stesso, aveva anche quale istinto masochista. La domanda che suona spontanea è: perché? Cosa spinge a togliere il grasso dal prosciutto crudo, a tentare improbabili soluzioni che mirano a fare di una fetta di salame una zanzariera, a guardare in maniera schifiltosa una pallida e lucente fetta di lardo di Colonnata? Chissà, la mancanza di equilibrio che porterebbe i malcapitati ad abbuffarsi di panna montata e fragole senza soluzione di continuità? Non sono pochi i cibi che appartengono a questa categoria, basti pensare ad alimenti buoni che, volutamente, vengono consumati nel loro peggior modo: gli zucchini bolliti che vengono stracotti e messi nel piatti poco scolati, quale appetibilità potrebbero mai avere? Così come la bistecchina id maiale sottoposta ai tormenti del fuoco fino a farla diventare così risecchita che il grasso presente, eventuale, si è disperso nel microcosmo terrestre. Eppure, c’è chi continua in questa pervicace operazione di sofferenza, nel momento in cui si bene l’acqua di cottura dei finocchi bolliti millantando incredibili virtù depurative, si cimenta nel maltrattamento delle cozze, facendole cuocere fino a che acquistino la classica consistenza gommosa immasticabile,  pur di non metterci alcun tipo di grasso, evitando i mangiare la cotenna del maiale cotto a bassa temperatura affermando che non la digeriscono quando invece è solo per la paura del grasso. Rimane a noi , piacevoli amanti del “bon vivre” il compito di godere a tavola anche per loro. Credits manuale di cucina.com

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25 Commenti

  1. la risposta al suo perché la danno da anni il prof. umberto veronesi, la prof. alessandra graziottin, il prof. giorgio calabrese, il prof. nicola sortentino e potrei andare avanti.

  2. direi che gli amanti del bon vivre sono quelli che per la prevenziome primaria seguono un sano stile di vita che comprende una sana alimentazione (non triste, non amara, sana)

  3. Mi trova assolutamente d’accordo su tutto. Sono una tipa che prepara ancora l’oca e l’anatra “soto onto”, cioè messa sotto sale e poi conservata nel suo grasso sciolto. Più grasso di così! Certo la mangiamo qualche volta, mica tutti i giorni. Una bella soddisfazione me la da sempre il mio nipotino Antonio che il grasso del prosciutto se lo mangia con molto gusto. A proposito di Taste, ci sarò sabato alla premiazione di King of Catering 2014 alla Stazione Leopolda. Ci potremo salutare di persona.

  4. La risposta come sempre è: dipende. se dopo pane e prosciutto col grasso il nipote sta in cortile a giocare a pallone poco male. se dopo lo piazzate davanti alla tv e alla playstation il bambino diventa obeso come gli altri. se l’oca la mangia il contadino che consuma 10000 calorie al giorno poco male. se la mangio io che sto tutto il giorno seduta mi ricoverano al reparto rischio ictus.

    • Mio nipote ha 5 anni, corre e gioca in cortile, è magro e il prosciutto gli piace con il grasso, punto. Tutto dipende dalla quantità, ovvio. L’oca “soto onto” si mangia a fettine come il prosciutto ed è un antipasto. Il suo grasso serve a conservarla, non si mangia. Sono tradizioni antiche che io ripeto perché non devono andare perdute, ma occorre dosarle con sapienza, in base all’attività che si svolge. Tranquillo Cri, a nessuno è venuto l’ictus per averla mangiata! In Francia la chiamano “Oca confit”, così sembra più raffinata e leggera, ma è sempre quella.

    • Non è che crede che il grasso del prosciutto sia più calorico del magro vero…?
      Come quelli che levano il “grasso” alla fettina…
      pat…
      via…

  5. chiedo scusa per aver introdotto il concetto di prevenzione di alcune forme di cancro, delle malattie cardio vascolari e dell’obesità nella pagina di un bon viveur. mea culpa. Non lo farò più. un po’ di strutto non ha mai ammazzato nessuno.

  6. parlando seriamente, signora roberta, ritengo che passi un messaggio sbagliato facendo credere che il salutista sia uno che tristemente mangia zucchine bollite e bresaola e rucola (la rucola non la mangia più nessuno se non in qualche pesto) e beve acqua di finocchio bollito. ho fatto una sana dieta mediterranea perdendo 10 kg in un lungo periodo di tempo seguita da un medico nutrizionista senza mangiare mai una volta zucchine bollite e non le mangio nemmeno ora che non faccio diete ipocaloriche ma seguo un regime alimentare corretto. sgarro mangiando grassi una tantum e dolci sapendo che poi il giorno dopo torno al mio regime. il punto è che un regime corretto togliendosi degli sfizi ogni tanto non sia per nulla punitivo. passa un messaggio sbagliato dicendo io che so godermi la vita mangio lardo e voi poveretti mangiate zucchine bollite. sono anni che il prof. veronesi si sgola perché i grassi animali favoriscono il proliferare di cellule cancerogene, che l’obesità è fattore di rischio. bon vivre è vivere con una buona qualità di vita. poi posso morire anche domani con uno scooter che mi prende sulle strisce ma io almeno provo a diventare vecchia in salute, come posso.

  7. la cosa sta diventando una faccenda tra me e lei, ma io sono d’accordo con lei e non ho mai detto che chi mangia sano, mangia male. Il lardo lo mangio due-tre volte l’anno, così come l’oca. Ho detto che è un delitto acquistare il prosciutto crudo e buttare via il grasso, perché è buono se si mangia insieme. Invece di due fette ne mangio una. Comunque direi che abbiamo parlato abbastanza di questo, non crede? Termino con una frase spiritosa di un mio amico farmacista e la prego di prenderla come una battuta: “Certa gente vive male tutta la vita per la soddisfazione di morire sana!” Sorridere fa bene, mi creda

  8. io e lei ora stiamo dicendo la stessa cosa. una volta ogni tanto lo facciamo tutti per gola. l’oca non la conosco ma magari mangio altre cose piene di grasso. ah beh per iscritto non si vede ma sorrido pure io. anche perché mica sono magra, asciutta e sofferente 🙂

  9. dice per il taste? mmmm no. non mi piace la calca che c’è a questi eventi. non frequento queste fiere. una volta mi sono affacciata nell’ex tribunale non mi ricordo per cosa e sono subito scappata via. troppa gente, troppi odori, tutti accalcati per degustare i prodotti. no. non ci riesco.

  10. Io sono stata a Identità Golose e la sensazione era quella descritta da lei. Io ci vado per lavoro, gratuito ma sempre lavoro. Scrivo per http://www.cavoloverde.it . Io, comunque, mi diverto e ciò mi basta. Considero queste uscite come una vacanza.

  11. carramba che sorpresa! io e roberta ci siamo casualmente incontrate e salutate alla presentazione di vissani all’unicoop.

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