Per il prossimo seminario sulla comunicazione, penso di avere una buona quantità di materiale a disposizione per fare quelli che gli americani definiscono “case history”, ovvero esempi su episodi realmente accaduti da utilizzare per spiegazione di concetti. L’ultimo in ordine di tempo è il caso di Carlo Cracco, che viene DENUNCIATO( si avete letto bene)per aver fatto cucinare un piatto con il piccione durante la trasmissione televisiva MASTERCHEF. A leggere il comunicato legato alla denuncia appare chiaro di come si tratti di un espediente per finire su tutte le pagine dei giornali, o meglio nei siti web più gettonati, per avere una visibilità che sarebbe stata altrimenti negata, ad un’associazione per la difesa degli animali , che ha superato da destra la LAV, costretta ad attaccarsi in corsa alla notizia pur dovendo fare inevitabili distinguo. Quello che stupisce di questi atteggiamenti è che si perda di vista il vero fine per il quale si costituiscono alcune associazioni: sembra quasi che serva di più a chi ne fa parte per avere visibilità e magari pensare ad un percorso pubblico che lo trovi protagonista in altri campi più che un lavoro svolto per una passione vera e integra per l’ideale. Il piccione, servito regolarmente nei ristoranti di tutt’Italia, è un animale di allevamento: perché i denuncianti non scrivono intemerate quando si cucinano polli o tacchini o pesci di vario tipo? Esiste un razzismo alimentare, dunque, che fa dire che alcuni animali vanno difesi allo stremo ed altri possono tranquillamente cadere nel dimenticatoio. Tornando ai miei allievi, farei presente che in questo caso si è esagerato, il bersaglio (Cracco) era troppo alto, l’oggetto del contendere(il piccione) era ridicolo per scatenare una battaglia e quindi , dopo la fiammata di questi giorni, tutto sarà riportato nei canali regolari. Una domanda sorge spontanea: perché tutta questa acrimonia tra onnivori, vegani e vegetariani? Non è mai possibile riuscire ad avere un confronto sereno ed aperto?Azioni come queste vanificano la giusta sensibilizzazione al fenomeno legato all’abuso del consumo di carni.

Credits photo diregiovani.it

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Un commento

  1. Bravo Prof giustissimo e appropriato commento.
    Anche se Cracco non è tra quelli che mi ispirano simpatia (televisivamente parlando) posso dire che obiettivamente c’è un limite a tutto. Spero solo che costoro trovino un giudice (semmai si arrivi in un’aula di tribunale) che dica: “signori per favore accomodatevi fuori e prima di uscire pagate pure il conto del tempo che avete fatto perdere a tutti! Grazie”