Metti due amici animati da una buona dose di entusiasmo ed un pizzico di follia,una specialità locale non troppo valorizzata, un ambiente naturale fantastico, miscelare bene il tutto ed ecco riassunto in poche battute il motivo del successo del CousCousFest, una manifestazione giunta quest’anno alla 16^edizione. Bisogna arrivare a San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, per capire la portata dell’evento: un paese di poche migliaia di persone che, per 6 giorni, diventa meta di un pubblico variegato e numeroso, che viene qui per fare ancora mare, quando la stagione lo consente come quest’anno, assaggiare e comprare specialità alimentari e non solo, nel mercato che invade la strade dalle 12 alle 24, dilettarsi nel capire le differenze tra i vari cous cous andandoli ad assaggiare nei tantissimi locali, che sono cresciuti nel corso degli ultimi anni. Oltre alla festa c’è anche la competizione: si svolge la gara tra nazioni che si confrontano sul migliore cous cous; questa volta facevo parte della giuria tecnica chiamata a giudicare il cous cous presentato da 9 differenti Paesi: Italia, Israele, Senegal, Tunisia, Marocco, Costa d’Avorio, Palestina, Egitto e per la prima volta alla rassegna, gli Stati Uniti d’America. La formula è semplice: la giuria popolare è formata da cento persone che entrano nel PalaBia, luogo deputato ad accogliere gli eventi più importanti mangerecciposto sul lungomare, poco prima dell’inizio della disfida. Questa cambiano, in buona parte, ad ogni sessione, che prevede la sfida tra tre differenti nazioni. La giuria tecnica invece, rimane sempre la stessa, per avere il quadro completo dei 9 cous cous proposti. Ad ogni sessione viene proclamato un vincitore, che accede alla finale : la decisione viene presa con i voti della giuria popolare che,come spesso accade, differiscono da quelli della giuria tecnica. Non a caso, la giuria tecnica ha proclamato Israele vincitore quando era stato eliminato, assegnando anche il premio per l’originalità, considerando il tipo di ingredienti utilizzati. Invece,per la presentazione più bella, la palma è stata assegnata al Senegal. Quello che è importante, nel festival, è anche la parte legata all’impegno nel solciale e nel politico: quest’anno hanno cucinato Filippo La Mantia,Alessio Vinci e Giancarlo Morelli un cous cous per raccolta fondi in favori di “Medici senza Frontiere” , nei talk show condotti da Chiara Maci si è parlato molto di integrazione e confronto tra popoli diversi con il cibo che può diventare un elemento per riuscire a trovare un dialogo. Infine i concerti che ogni sera, hanno animato fino a tardi la piazza. A presentare la manifestazione Andy Luotto ed Eliana Chiavetta, ai quali si è aggiunto Tinto, del duo Fede e Tinto, nel fine settimana, un gruppo ben assortito, preparato ed anche interessato al cibo(Meno male!)

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