Dopo le feste di Natale nasce spontanea una richiesta da parte del consumatore evoluto: liberiamo i cotechioni dalla costrizione dei cenoni di San Silvestro o dei pranzi di Natale, e diamo loro la libertà che si meritano di spaziare sulle tavole durante tutto il corso dell’anno. Torniamo alle tradizioni mantovane, dove il cotechino si mangia a Ferragosto, all’alba, al Santuario delle Grazie, ma anche a pranzo, sfidando impavidi il caldo torrido, bagnando le fauci arse con del lambrusco frizzante(detto da un toscano è grave, lo so..). Basta con il classico abbinamento con le lenticchie, il cotechino può e deve spaziare su sapori alti e particolari: in antipasto con le cipolline fresche, le acciughe e i capperi, come farcia di ravioli da condire con una bella purea di ceci, e poi nei secondi, in abbinamento agrodolce con frutta e zucchero caramellato! Il goloso impenitente lo gusterà coperto di zabaione all’Aceto Balsamico Tradizionale, mentre la coppia in vene di performance erotiche di tutto rispetto lo mangerà a piccoli bocconi per ritemprarsi delle fatiche prodotte sotto le lenzuola. Chi aderisce al movimento si impegnerà a mangiare cotechino una volta alla settimana! Auguri!

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13 Commenti

  1. ..io aderisco, magari non una volta la settimana, ma sicuramente molto più spesso durante l’anno…mica male la versione con zabaione e aceto balsamico, la voglio provare!

  2. Adesione al 100%!!!
    Da me, in provincia di Brescia, il cotechino si mangia quasi tutto l’anno, rigorosamente con la polenta.
    Le lenticchie sono una novità di questi ultimi tempi…

  3. …a mangiare cotechino una volta la settimana va a finire che per misurarci il colesterolo alle prossime analisi del sangue non useranno piu’ la siringa ma la stecca dell’olio…..

  4. Aderisco anche io, e se dev dirla tutta a me con le lenticche proprio non piace, sarò banale ma io durante l’anno lo mangio con un pure di patate, o magari patate a pezzi in umido (con un po di pomodoro..)