Lo so, la politica non deve entrare niente con il cibo. Detto questo, vedere il fondatore di Slow Food accanto ad un ex ministro che arriva dal Movimento Sociale che plaude alle parole di Tremonti fa sempre un certo effetto. Non so se il comportamento è più o meno corrett, so solo che Machiavelli aveva da sempre visto giusto quando affermava che il fine giustifica i mezzi. Certo che ne è passato di tempo dalle lotte dure con il Pdup..

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6 Commenti

  1. Francamente mi risulta difficile da capire certi comportamenti. Va bene che si dice sempre che nella vita si cambia ma forse c’e’ un limite..

  2. romanelli tu sei veramente i’ peggio. Scrivi con i piedi, sei inascoltabile, ma perché continui ancora ad apparire in pubblico

  3. caro Gigi,

    il mondo è bello perchè è vario. Per te sono inascoltabile ed illeggibile, per molti altri no. Fattene una ragione, coraggio.

  4. Io non ci trovo nulla di male.
    Voto LEGA NORD (da quando ho diritto al voto) e sinceramente delle etichette mi sono un po’ rotto.
    Slow Food è diventato un movimento “grande” ed è giusto che si diffonda a prescindere dall’idea politica.
    Apprezzo la battaglia fatta da Carlo Petrini & C. per il recupero di prodotti tradizionali (presidi), per la difesa del ruolo dell’agricoltura e per l’aiuto che da attraverso TERRA MADRE ai popoli della terra. Inventando una nuova economia attraverso i Presidi internazionali. Aiutare le popolazioni presso di loro e non costringerle ad emigrare!!! Un uomo lontano dalla propria terra non può essere totalmente felice!
    Quindi siccome ritrovo parte delle ragioni che mi hanno fatto avvicinare alla LEGA NORD (Di cui sono militante) anche in SLOW FOOD (di cui sono socio), non vedo perchè le due cose non possano collimare.
    Anzi sarebbe bene che slow food ad ogni elezione indicasse quali siano (all’interno dei vari schieramenti politici) i più vicini alle idee dell’associazione. Cosi che anche chi sta in AN, FI, LN, UDC, ecc. ecc. può scegliere una persona “adatta al fine”, come qualcuno dice. Anche perchè non è detto che chi sta in un partito di SINISTRA sia dalla parte di Slow Food ed i suoi ideali. Vi faccio un esempio concreto (dal sito di slow food di ieri):

    Truffe in arrivo sull’indicazione d’origine sui prodotti
    08/01/2007 – Sloweb
    Con la nuova finanziaria cambia la disciplina dell’indicazione d’origine sui prodotti alimentari e non, suscitando molte perplessità da parte delle associazioni dei consumatori e da chi ritiene l’etichettatura e la tracciabilità punto fondamentale per la difesa del made in Italy agroalimentare.

    La legge finanziaria ha infatti modificato la legge 350/2003 in base alla quale «costituisce fallace indicazione, anche qualora non sia indicata l’origine e la provenienza estera, l’uso di segni, figure o quant’altro possa indurre il consumatore a ritenere che il prodotto sia di origine italiana».

    Una norma molto ampia che poteva punire anche l’importatore italiano di polpa di pomodoro cinese che raffiguri sulla scatola immagini di luoghi dell’agro napoletano.

    D’ora in poi invece la legge 350/03 vede limitarsi il campo d’azione con la modifica dell’articolo 4 comma 49 da parte del comma 941 della legge finanziaria secondo cui: «La falsa indicazione sull’origine o sulla provenienza di prodotti o merci può essere sanata sul piano amministrativo attraverso l’esatta indicazione dell’origine o l’asportazione della stampigliatura made in Italy, incluso l’uso fallace o fuorviante di marchi aziendali ai sensi della disciplina sulle pratiche commerciali ingannevoli».

    «E’ un inganno per i consumatori» osserva l’Unc (Unione italiana consumatori), poichè «ora una ditta italiana potrà mettere il suo marchio su un prodotto fabbricato interamente in un altro Paese. In questo modo il consumatore acquisterà un prodotto estero convinto che si tratti di autentico made in Italy».

    Quindi???

    La realtà è una sola: a causa delle etichette in italia non si è mai fatto nulla. Slow food NON DEVE FARE L’ERRORE dei VERDI. Vi ricordate? Eravamo tutti ambientalisti. Finche è arrivato qualcuno che si è fatto il partito e, per forza di cose, deve stare di qui o di là….
    Quando è in maggioranza tenta di “portare a casa” qualcosa di buono.
    Quando è all’opposizione non porta a casa nulla solo per il fatto che “è dall’altra parte”.

    Giusto è allargare a più TESTE gli ideali di slowfood.
    Oppure siccome sono un militante della LEGA NORD da 17 anni NON HO IL DIRITTO di associarmi???

    Spero di avere risposte costruttive sul tema.
    saluti
    Luca

  5. Caro Luca, il tuo intervento, confesso mi ha fatto riflettere sul perchè mi sono sconcertato a leggere la notizia di Carlin petrini in mezzo a Tremonti ed Alemanno. In effetti, il tuo ragionamento non fa una grinza:teniamo la politica fuori dalle questioni importanti che possono essere realmente trasversali. E quindi giudico molto interessante quello che affermi. Si tratta, forse, da parte mia, che sono stato responsabile Slow Food di Firenze dal 1995 al 2003, per poi lasciare l’associazione per una serie di questioni lunghe da spiegare, di aver conservato un modo di ragionare un po’antico. Ho vissuto quasi tutta la storia di Arcigola dapprima, e poi di Slow Food, e temo di non essere in grado di gestire i cambiamenti. Però vedo che non sono il solo a farmi domande: l’intervento di Antonio sul suo blog è un altro motivo di riflessione. Sono contento di poter proseguire la discussione in maniera fruttifera