Era il 1998 e mi ricordo quando ci stavano lavorando all’interno..un fondo in pieno centro cittadino, che aveva convinto un mio quasi parente fiorentino a scendere da quel della Val d’Aosta per mettersi a fare il ristoratore: era grafico ed è tornato a farlo, a testimonianza del fatto che la ristorazione non è assolutamente un lavoro facile. La squadra è cambiata ma l’ambiente è rimasto lo stesso, una bella volta a mattoni, il bancone del bar sul fondo, la penombra costante anche di giorno. Tavoli affollati di turisti (siamo a due passi dal Duomo, in via delle Oche), ma anche di fiorentini, un menu quanto mai variegato, che gioca su primi, carpacci, crostoni e crostini. Magari qualche piatto eccede in abbinamenti contrastanti tipo la pappa al pomodoro modello sformato con pesto e scaglie di parmigiano, ma le pappardelle con il coniglio sono buone e saporite, il roast-beef con salsa alle erbe è cotto al sangue e va bene anche freddo, il paté di fegatini con cipolle è rustico e ben fatto. Divertente la carta dei vini, poco comune , soprattutto per il centro storico gigliato, con prodotti fuori dai soliti contesti, nessuna casa storica di marchesi, baroni o conti locali, insomma, si può bere qualcosa di insolito, grazie anche alla collaborazione con il Teatro del Vino, che propone vini mai ovvi..vicino c’è “Uscio e Bottega”, stessa proprietà…ma ve lo racconto un’altra volta..

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4 Commenti

  1. e i dolci? assolutamente inediti. la settimana scorsa proponevano un cheesecake al pistacchio e arancia candita, trasgressione sicula agressiva sul mascarpone ma che poi si riconciliava con la base croccante….una poesia