..se per dente si intende pasta cruda: mi sembra una moda oltremodo offensiva del lavoro dei pastifici dove si voglia fare una produzione di qualità! Quando a tavola arrivano spaghetti cottti così poco che nemmeno si arrotolano, fare urla di giubilo non mi appartiene. Penso alla scelta di grani che ha fatto il selezionatore del pastificio, penso alla lunga essiccazione, alla cura nella scelta delle trafile..più che altro penso al palato che non apprezza sentire scricchiolare sotto i denti la pasta, spernado di riuscire a deglutirla. Se un produttore di pasta indica sul pacco un determinato tempo di cottura, io mi fido: se non lo sa lui, che avrà sperimentato, testato , assaggiato il suo prodotto prima di immetterlo sul mercato, chi potrebbe indicare la durata migliore della cottura? Per cottura ideale si intende quella per la quale, alla fine, la pasta risulta senza quel chiarore sospetto all’interno, masticabile, chiaramente, ma senza sentire il “croc” al momento dle morso. Anche perchè in questo modo il condimento può integrarsi nela maniera migliore, senza rimanere sulla superficie. Diffidate, dunque, chi vi serve una pasta troppo dura, magari è proprio perchè la qualità è minore che lo fa..d’altronde, è l’unico modo affinchè la pasta tenga!

Credits pastificiodeicampi.it

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Un commento

  1. A Firenze in un ristorante ho mangiato quasi crudi i maccheroncini del pastificio toscano martelli. La pasta sembrerebbe pure buona cucinata in casa ma al ristorante cruda non si gusta per nulla. per una volta sono d’accordo col suo gusto.