Il ristorante è celebratissimo, nella Versilia ricca: accanto ai milanese, abituali frequentatori, ora sono i russi che la fanno da padrone. E si sa, loro i conti li guardano a malapena. Sono la famosa “bella gente”. Se parlate con un albergatore, ristoratore, barman o chi vi pare, con questa espressione si indica”quello che spende senza problemi”: che poi sia educato o di bella presenza, il fatto è secondario, l’importante è che la carta di credito sia oro, platino o meglio ancora “black”. In questo ambiente è chiaro che il cliente italiano venga vissuto quasi come un fastidio. Tralascio in questo caso, di raccontare l’esperienza per soffermarmi sul conto: mi arriva quello sbagliato, destinato ad una coppia, dove viene conteggiata la voce servizio, che nel menu era indicata come compreso. E poi, quella voce di due bicchieri di vino, assomiglia tanto all’aperitivo “offerto” che poi uno si trova messo in conto. In tutto questo, quello che dà più noia è la malafede, che rovina il lavoro dei ristoratori onesti..ma forse in questi paradisi da ricchi è giusto così–o no?

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3 Commenti

  1. condivido con te il tutto… ma mi auguro che con l’espressione “di bella presenza” tu volessi sottolineare il cattivo gusto o la volgarità… altrimenti….
    In ogni caso, devo dire che questi “nuovi arricchiti (non ricchi)” che ostentano il loro portafogli pare che siano i bene accetti in ogni dove…. Non trovo giusto “fregarli” solo perchè hanno la possibilità di spendere e tanto meno ricambiare la loro maleducazione e inadeguatezza con un conticino salato mi sembra un po’ meschino e si scade al loro livello.
    Ma scusa, tu cosa ci facevi in un ristorante che, presuppongo, vista la “sensibilità palatale” di chi lo frequenta, non penso serva delle grandi prelibatezze???
    CIAO

  2. Ma no che non è giusto….se il cliente è “volgare” (in senso ampio) l’ambiente non deve adeguarsi alla sua volgarità. Non escludo il fatto che quel ristoratore fosse così, un po’ furbetto, anche prima che arrivasse l’ondata russa, la ‘bella gente’ che spende facile! E la ‘Versilia” non è solo questa; a volte ci si può stupire di come i cosiddetti “signori”, quelli veri, apprezzino di più uno spaghettino di mare senza tanti fronzoli ma gustoso e servito con semplicità e cordialità, e al giusto prezzo, che chissà quale bavetta con crostacei al profumo di tartufo servita da cameriere impettito che spera in una mancia profumata (ma non al tartufo!). Insomma viva i ristoratori onesti, come dici tu! e speriamo che rimangano tali quando l’ondata di ‘bella gente’ arriverà anche da loro, perchè prima o poi inizierà a controllare i conti !

  3. Vogliamo fare un’altro esempio . . . ??
    Montecatini, locale di “Grande prestigio”, con un gruppo di una decina di amici Farsi ed Americani stavamo festeggiando uno di loro che era appena arrivato dall’Iran. Ovvio che la lingua comune era per tutti l’inglese.
    Due bottiglie di Prosecco ed una mezza dozzina di caffè.
    Finito tutto, arriva il cameriere con un “porta-conto” in pelle testa di moro e . . . sorpresa:
    360€ (contro i 110€ come da listino)

    Cioè, fatemi capire . . . 150€ a bottiglia e 10€ a caffè.
    Mi alzo e chiedo spiegazioni.
    “Ah ma siete Italiani ! !” il Direttore mi fa “allora è un’altra cosa!”
    E mi scrive la cifra giusta direttamente sul foglio della comanda.

    Cosa credi che abbia fatto?

    Ancora deve spiegare ai Carabinieri come ha fatto a fare un errore del genere. All’Ufficio delle Entrate quanti scontrini non ha fatto in quegli anni (contro le ricevute delle C/Credito che invece riscuoteva).

    Credo che adesso si ricordi di quei clienti “stranieri”: