La posizione è interessante: vicino al Teatro Comunale, riesce a soddisfare il pubblico di melomani aprendo fino a tardi la sera delle rappresentazioni. Altrimenti, a pranzo, è una buona risorsa per chi vuole mangiare in un bel posto senza svenarsi. Dopo il salottino d’entrata, una cantina a vista sulla destra e poi la sala, disposta su due livelli. Colori chiari, ambiente luminoso, ben diverso rispetto a quando qui c’era un ristorante con affreschi a dir poco grotteschi! Il menu del giorno a prezzo ridotto per chi lavora, altrimenti è disponibile anche la carta: buona per partire, la burrata servita su letto di spinaci croccanti. Insolite ma azzeccate, le uova al tegamino con bottarga, ma volendo sono proposte anche al tartufo. I pici con cacio e pepe non sono sufficientemente cremosi e terribilmente salati. Stessa sorte per la milanese, servita con il limone(sic!),crema di gorgonzola e pomodoro concassé(almeno, doveva esserlo:-))).Malgrado lo si faccia notare alla cameriera, poi i piatti si ritrovano nel conto. Carta dei vini incentrata solo su rossi toscani, piccola scelta di vini bianchi. Servizio cortese. Tre portate escluso vini sui 35 euro

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