E’ bello il mondo del vino, formato da appassionati passionali, vivaci e presenti, che si appassionano, si scaldano, discutono per tutto quello che accade. Segno di vitalità, di opportuno dinamismo, di felice momento: mi aspettavo però che una notizia come quella di ieri , la defenestrazione a mezzo WEB di due curatori della guida Espresso, scatenasse ben altre reazioni. Invece, tutto rimane in un ambito raccolto, legato ai soliti noti. Inutile, l’idea che il vino diventi POP, utilizzando gli stessi strumenti di comunicazione adoperati sino ad  ora non funziona. Ci si lamenta che i giovani non si avvicinino al vino, intesi come novelli blogger o giornalisti (parola grossa di questo tempi), ma è pur vero che gli stessi giovani, i comuni che si occupano di altro, il vino, non lo bevono e non ne sono interessati. Certo i corsi di degustazione sono pieni ma l’età media è alta, togliendo gli addetti ai lavori, il numero è infinitamente inferiore rispetto a chi frequenta corsi di cucina. Non so se il cambio di direzione di una guida di ristoranti avrebbe sortito effetti diversi, forse è proprio il concetto di guida da rimettere in discussione, chissà..E poi, è un fenomeno solamente italiano? Come vanno le cose nel mondo anglosassone, in America, in Oriente? Beh, lì intanto ci sono molti giornalisti che ci vivono scrivendo di vino, cosa che in Italia è riservata a pochissimi soggetti. Una piccola nota riguarda la comunicazione: stiamo trattando di cpersone che lavorano ovviamente nel settore, un docente di un corso di scienza della comunicazione, come potrebbe spiegare questo tormentato percorso? La notizia viene data da Luciano Pignataro nel suo blog : Luciano è redattore Capo servizi al Mattino di Napoli, fra i responsabili nazionali della guida Espresso Ristoranti e responsabile Campania guida Slowine. E’ l’unico sito nel quale viene riportata direttamente la dichiarazione del responsabile nazionale delle Guide Espresso Enzo Vizzari, che non fa nessun comunicato ufficiale, come Gruppo Espresso, ma nemmeno avverte i collaboratori , almeno a quanto è possibile leggere sulla bacheca FB di Francesco Falcone .Appena sbarcato dagli Stati Uniti in tour promozionale della guida Giancarlo Gariglio, responsabile Slowine posta un articolo nel quale appare sorpreso e dispiaciuto della notizia: segno evidente della completa indipendenza dei collaboratori di Slowine di fronte alla dirigenza.  Ma intanto Marco Bolasco, responsabile Giunti Editore, proprietaria di SlowFood editore, dimostra di seguire con attenzione la vicenda, intervenendo su Intravino: verrebbe da chiedersi se magari si rispolverasse il vecchio uso del telefono per dirimere alcune questioni. Osservando da fuori l’accaduto, sapendo che quello che hanno passato ieri i tuoi colleghi, consapevole che il tutto  può accadere a te domani, ecco che propongo  alcuni aforismi, letture e racconti che vengono in mente, applicabili a scelta ai vari soggetti coinvolti, per il momento attuale o i momenti passati negli anni ,:

XXIX Canto – Inferno,  Dante Alighieri

‘.. credo ch’un spirto del mio sangue pianga la colpa che là giù cotanto costa..’  parafrasando “Chi è causa del suo mal , pianga se stesso”

Essere più realista del reimages

Legge del contrappasso Seneca

“Noi siamo quello che facciamo ripetutamente” Aristotele

“Un fallimento non è sempre uno sbaglio; potrebbe semplicemente essere il meglio che uno possa fare in certe circostanze. Il vero sbaglio è smettere di provare” Burrhus Frederic Skinner

“Evita di fare quello che rimprovereresti agli altri di fare” Talete

“Non ragioniam di loro, ma guarda e passa” Divina Commedia XXX Inferno Versetto 51

Credits acquabuona.it e veneziatavola.it

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