Complice una situazione economica non completamente favorevole, è iniziata da qualche tempo la riscoperta del „fai da te“ in molti campi, compreso quello culinario. La parte del leone, la scorsa estate, l’hanno fatta le conserve, in particolare quella di pomodoro, ma ci sono stati molti coraggiosi che si sono cimentati nella preparazione di confetture e marmellate di vari frutti. A ben vedere, se si calcola il tempo utilizzato nel preparare i vasetti, il costo della frutta, il gas e quant’altro, diventa difficile pensare ad un effettivo risparmio economico. L’operazione ha senso se coinvolge tutto il nucleo familiare e se la frutta viene ricercata da soli, come quando si organizzano le gite a settembre per raccogliere le more, o anche prima per i lamponi: comprare una cassetta di mele per poi lavorarle a mo‘ di mostarda e affini non è poi così divertente. Andiamo poi a vedere la qualità: fare bene una marmellata non è affar da poco, il gioco di equlibrio tra frutta e zucchero deve essere bilanciato ogni volta, contano molto anche le spezie che andiamo ad utilizzare per creare un aroma unico, che le rende differenti dalle altre. Prendiamo le fragole: possono essere preparate al naturale, con solo limone e zucchero, altrimenti profumate con vaniglia e cannella, ma il top lo raggiungono quando si aggiunge del burro, secondo lo stile inglese, che manda a rotoli ogni proposito di cucina salutista, ma che dà tanta soddisfazione al gusto. Parlando di sottoli, la situazione si fa più complessa: azzeccare il giusto tempo di sbianchitura per i carciofi è un’operazione difficile, senza poi considerare l’importanza dei condimenti aggiuntivi; di certo, il farlo a casa garantisce sulla qualità dell’olio utilizzato, mentre maggiore attenzione si deve porre sulla sterilizzazione, che se non viene fatta bene può creare problemi di intossicazione alimentare. Altro vantaggio riguarda la tipologia di verdure; oltre ai grandi classici, ci si può sbizzarrire con carote, finocchi, sedano, ma anche cavolfiore o cavolo nero, riuscendo così a creare gusti nuovi ed insoliti. Ultimo capitolo riguarda le mostarde: il contrasto dolce piccante non è facile da trovare, si deve dosare bene la senape e trovare la frutta che regga bene la cottura e la successiva conservazione. Non mancano esempi di mostarde dove si mescola il frutto fresco a quello secco o essiccato, lasciando la prevalenza ad uno dei due gusti, a seconda dell’utilizzo che se ne voglia fare. Malgrado il cavallo di battaglia dell’abbinamento siano sempre formaggi, provatele con lo zampone, il cotechino o le carni di maiale in genere..non ve ne pentirete!Credits alimentepedia.it

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Un commento

  1. Adoro le conserve, in effetti non è semplice saperle realizzare e sopratutto non farle andare a male , avendo un orto solitamente creo delle marmellate con i frutti di stagione e che i miei alberi offrono, fichi, pere , prigne…ho da poco scoperto la marmellata di zucca aromatizzata alla cannella , anice stellato e rum…ottima .