Fra gli animali da cortile, il coniglio e quello che ispira più simpatia. Saranno le orecchie lunghe, gli occhietti vivi , il pelo morbido, sta di fatto che più di un bambino lo vorrebbe avere come animale domestico. Non è un caso che negli Stati Uniti è raro trovare qualcuno disposto a mangiare “rabbit” : la sola parola causa sguardi smarriti, pesanti sospiri, pena infinita. Tanta pietà diventa difficile spiegarla, quando le stesse persone addentano con piacere la bisteccona di manzo, ma è lecito pensare che la psiche umana è oggetto di interpretazione piuttosto ardua. Il malcapitato coniglio trova la sua “morte”, gastronomicamente parlando, nel sugo con il quale si condiscono le pappardelle. Considerato il “parente povero” del ragù di lepre, gode invece di una propria dignità, risultando inoltre più leggero e digeribile. Scoperta negli ultimi anni dai nutrizionisti, la carne di coniglio è diventata alimento privilegiato per chi vuole mangiare carne senza appesantirsi eccessivamente. Le cotture dovranno però essere semplici:alla griglia, arrosto, al vapore, evitando possibilmente il coniglio bollito, fra i piatti piu’ tristi che si possono trovare. I buongustai impazziscono per il coniglio fritto, magari disossato per facilitare il consumo, ma anche preparato alla cacciatora, con funghi e pomodoro, trova larghe schiere di ammiratori. Per rompere la monotonia, provatelo in insalata, tagliato a filetti e mescolato a uvetta, nocciole e radicchini:un antipasto alternativo per stupire gli amici Credits angiolettochecucina.it

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Un commento

  1. La sua morte è fritto, accompagnato da carciofi o in questo periodo da cardi fritti. In Toscana non se ne potrebbe fare a meno…Sarà che io ci sono cresciuta con il coniglio…Fritto, in gratella, ripieno, in umido rifatto con le patate, arrosto morto…Concordo che lesso è davvero triste…Gli americani! Quando ero piccola, l’evento era andare all’orto e vedere il nonno che ammazzava il “conigliolo”…Ci si divertiva davvero con poco!