Il giorno del compleanno non è poi così diverso dagli altri, a voler essere pedanti, ma può essere una buona occasione per fare qualcosa di diverso dal solito: l’occasione è data da un invito della famiglia Farinetti a visitare la tenuta di Borgogno a Barolo, prevista proprio per il 14 novembre. E quindi, alle 6 del mattino di un brumoso mattino di novembre, io, il Nero ed ‘Ino ci troviamo in un parcheggio per scambisti(citazione dal  Nero!) e partiamo baldanzosi per Barolo. 4 ore circa di viaggio, del quale risparmio i dialoghi ed altri particolari per censura preventiva e l’arrivo in cantina, caratterizzato da una visita guidata che prevedeva ben 9 soste, utilizzate per assaggiare 9 vini diversi, che dovevano essere indovinati come tipologia, vitigno ed annata. Nel bel mezzo, degustazioni di salumi dell’azienda Antica Ardenga, poi i salami ed infine gli agnolotti con il plin, mangiati direttamente dal tovagliolo, con le mani! Ora, per tre toscani il soggiorno in Piemonte ha sempre un grande fascino, il paesaggio di Langa è ben altra cosa di quello toscano, ci si immerge in una realtà dove i ritmi, i modi e i tempi sono estranei alle proprie abitudini, il che è sempre molto arricchente, spiritualmente parlando. Abbiamo bevuto bene, e come no altrimenti: tra noi tre il più bravo è stato il Frassica, tanto per la cronaca. Impressioni di novembre: Dolcetto 2010, di gran bella beva, non esile profumato, intrigante. Fra i Barolo, grandiosi il 1988 e il 1982, interessante anche capire la filosofia del No Name che qui Farinetti spiega bene: abbiamo assaggiato il 2005. Il rientro è stato altrettanto da censurare, con la sosta in autogrill dove il Gori ha tentato di regalarmi l’ultimo libro di Benedetta Parodi….ma si può?

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