Quanto è bello guardare al passato. Basta accendere la televisione e in molti  programmi ci si diverte a  rimembrare i cantanti di una volta,i grandi attori "che hanno fatto un’epoca", per non parlare della moda, che guarda sempre piu’ spesso indietro nel proporre i nuovi modelli. Anche la gastronomia non poteva sfuggire a questo "trend", ma lo fa a volte in maniera strana, soprattutto quando si tratta di cose futili, marginali, che non appartengono alla cucina in senso stretto. Ed e’ il caso delle bevande, giusto accompagnamento dei cibi o semplici dissetanti che diventano più graditi in estate. Per la disgraziata categoria degli astemi, accompagnati da salutisti convinti, esiste la possibilità di  trasgredire rispetto al solito  succo di carota o al nettare di mela :il chinotto è la nuova frontiera, quello che si ordinava al bar sottovoce, per paura che qualcuno sentisse. Mitico chinotto…farebbe la felicità di Fabio Fazio, per la tenerezza che ispira la parola. Nel gruppo di amici che usciva il sabato sera,c’era sempre l’imbranato, il timido che si avvicinava al bancone, quando tutti avevano gia’ cominciato a tracannare whisky e affini, e chiedeva sottovoce la scura bevanda. Altro pubblico entusiasta di questa bibita erano le zie e le nonne portate in giro la domenica dai nipoti. La sosta rinfrescante veniva apprezzata ancora di più se c’era il chinotto. Il colore poi, tanto simile alla Coca-cola, permetteva di cammuffarlo con la semplice aggiunta di una scorzetta di limone. Dopo anni di oblìo, eccolo di nuovo lanciato anche al cinema, con un Sergio Rubini che lo ordina urlando al bar, insieme a Paolo Bonolis nel film "Commediasexi"  L’unica vera raccomandazione che s’impone è quella di evitare di berlo con la pizza o pasteggiando…anche il trah ha un limite!

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