Da toscano stanziale, di solito, i vini che assaggio in zona mi bastano ed avanzano, soprattutto in questo periodo: avendo deciso di dare una svolta alla mia attività ed occupandomi più dell’Italia, giungono, in maniera del tutto particolare, i vini di Vittorio Mattioli, che assaggio da solo e che trovo molto particolari. Vado poi a Perugia a fare lo spettacolo e trovo il buon Jacopo Cossater che mi descrive il viticultore, utilizzando un’espressione che ho trovato bellissima: “I vini sono come il produttore”. Beh , in effetti, non sono prodotti che ti lasciano indifferenti, anche con dei nomi che sono tutto un programma. “Vigna Vecchia” è una dichiarazione chiara, si parla di uve trebbiano spoletino, veramente autoctone, considerando che ci troviamo in zona. Un trebbiano che qualcuno definirebbe “naturale”, di colore ambrato, sapido, non troppo alcolico, un genere di vino che oggi trovo veramente piacevole e godibile, mai noioso, sicuramente non indifferente. Che dire poi de Il Galantuomo, una Barbera fuori dagli schemi, da bere appena fresca, nervosa, con un corpo solido ma non oppressivo. Gli aspetti veramente interessanti, di questi tempi, sono i prezzi, non proibitivi, che ne fanno un “vino quotidiano” di qualità

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento

  1. Che piacere leggere queste belle parole Leonardo. Sono felice tu abbia apprezzato i vini di Vittorio, interpretazioni sincere e fedeli del territorio che li vede nascere.
    Un grande ciao.