Il nome è quasi storico, si trova cioè in via Gioberti da tempo immemore, inaugurata da un cuoco che, come dice il nome, era per l’appunto grassoccio. Mi ricordo che mi stupiva il numero pazzesco di proposte rispetto alla grandezza della cucina e del locale. Oggi la gestione è di due ragazzi giovani, che la portano avanti con entusiasmo. Panche per un mangiare in comune che ricorda le osterie del passato. Volendo c’è il menu veloce a pranzo altrimenti alcune golosità come il cervello fritto con carciofi, come secondo, davvero niente male. Per iniziare le fette di pane tostato con fagioli e cavolo nero, oneste, senza particolari picchi gustativi. Buoni i tortelli di patate al ragù, saporiti e di gradevole ripieno. Carta dei vini molto limitata, che non riporta il nome delle aziende ma solo le tipologie. Sui 25-30 euro per tre portate. In definitiva, una cucina onesta ma senza picchi.

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