Inizia con questo articolo la nuova categoria, dedicata ai cibi proibiti, che non esistono più perché fuori legge, o per problemi legati alla salute della popolazione o, per la maggior parte dei casi, per un’acquisita sensibilità a livello morale e quindi, la consapevolezza che il mangiarli provocherebbe seri problemi a livello ambientale. SI comincia con i datteri, un tipo di mollusco che è comparso a lungo sulle tavole, con vecchi ricettari dove è segnalato come cucinarli, per poi diventare l’oggetto del desiderio di molti appassionati che, nel consumarli, si sentivano privilegiati,  oltre ad avere l’emozione di compire un atto contrario alla legge, senza per questo sentirsi eccessivamente colpevoli. In questo articolo trovate una bella ricostruzione sul perché i datteri sono proibiti, ovvero a causa della desertificazione dei  fondali, del malcostume imperante, ovvero di chi, alla fine, incurante di leggi e problemi annessi, continua a cucinarli e mangiarli, di come il commercio sia prosperato negli anni della guerra svolta nell’ex Jugoslavia e di come oggi, probabilmente, la situazione sia cambiata.Si ritiene spesso che il gourmet non abbia sensibilità e che, di fronte ad un cibo sopraffino chiuda gli occhi e l’anima a quello che porta all’ottenimento dello stesso: basti pensare al foie gras o alla cottura dei crostacei vivi. Ma, in questo caso specifico, è proprio necessario distruggere l’ambiente per un frutto di mare che, ad onor del vero,non è un cibo fondamentale per la formazione del gusto? Sarebbe interessante vedere la reazione di chi, non sapendo cosa sta mangiando, reagisce di fronte ad un tale piatto..Credits faxonline.it

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