Se vado a leggere i consigli dei nutrizionisti su cosa mangiare in montagna, soprattutto se impegnati in camminate lunghe e faticose, l’indirizzo è uguale per tutti: cibo leggero e nutriente, e quindi frutta secca, barrette, frutta fresca, qualche biscotto e acqua. Niente eccessi di calorie, meglio aspettare la sera per metteresi a tavola e per gustare un corroborante(si fa per dire..) minestrone di verdure, con della carne bianca cotta alla griglia. Ma si può? Uno aspetta la montagna sognandosi polenta e salsicce, spezzatini come se piovessero, canederli in tutte le salse e poi gli tocca mangiare come un monaco trappista? il bello è che hanno ragione loro, i nutrizionisti: riprendere il cammino dopo un piatto di capriolo in umido con bottiglia di vino e grappino annesso non è esattamente il massimo, sportivamente parlando. E allora, che fare? Esistono apposta quelle belle macchinette chiamate funivie e seggiovie, basta farsi trasportare e poi andare a mangiare nei rifugi,alcuni dei quali trasformati in ristoranti di gran classe, come quello che serve pesce fresco a 2000 metri di altezza, con il pesce che arriva in volo…ora, è vero che nell’immaginario collettivo, il pesce in montagna è la trota, prodotto banalizzato come non mai a causa dei laghi di pesca artificiale, e quindi poco appetibile, ma da lì a sostituirlo proprio con il pesce di mare..a ognuno il suo! Credits loscarpone.cai.it

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