Descrivere l’emozione (forse è una parola grossa, lo so!) che prova un goloso mangiando una crostata di frutta non è cosa facile, soprattutto a chi la frutta proprio non la sopporta. I patiti del tiramisù e della panna cotta non sentono ragioni: la frutta  può andar  bene solo sottoforma di salsa per “condire” od accompagnare  i loro dolci preferiti, ma non può aspirare a sostituirli degnamente. In estate, invece, quando questi dolci cominciano ad essere troppo pesanti, qualche concessione viene fatta ed  anche i più restii si convincono ad assaggiare la crostata, magari in occasione di un matrimonio, dove risulta una delle torte nuziali più richieste. E allora per invogliare alla prova, è forse utile procedere alla descrizione. Si comincia dalla base, che deve essere di pasta frolla, leggera, friabile, mai troppo cotta altrimenti diventa amarognola. Sopra, un morbido strato di crema: normalmente viene utilizzata la pasticcera, ma i più esigenti vogliono la chantilly, che si ottiene unendo alla crema della panna montata senza zucchero. Da qui parte la fantasia del pasticcere, con la disposizione dei frutti che, oltre ad essere buoni, devono risultare anche coreografici. E’ molto  importante l’ordine con il quale viene posizionata la frutta, si deve prestare attenzione al contrasto dei colori. Per questo, ad esempio, le mele è meglio affettarle con la buccia, così come le pesche:il colore rossastro si staglia in è il massimo, sia per la varietà dei colori e delle forme, sia per il gusto leggermente acidulo che smorza il dolce della crema e, soprattutto quello della gelatina di frutta, che viene messa in superficie per lucidare. In mancanza di questa, provate con lo zucchero a velo: otterrete comunque un bell’effetto!

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7 Commenti

  1. Leo ma lo sai che spesso leggi nelle menti delle persone???E’ vero, ci sono quelli – tipo me -per i quali un dolce non è un tale se non racchiude del cioccolato… La frutta???Quella sembra una cosa da veline!!!..Eppure quando qualche volta desisto ed assaggio una bella tortina di crema e fragole mi lacrimano gli occhi per la bontà!!!…Però che dire il primo amore non si scorda mai e quindi il mio elogio va al nero, profumato, inebriante, cioccolatoooooo!!!!! P.s. una buona pasticceria a Firenze?? Magari specializzata in cheesecake….all’oro nero, naturalmente!!!!saluti

  2. Buoni i dolci, ma molto meglio i salati!!!!A proposito di questo, caro leo, volevo chiederi delle informazioni. Visto che è tempo di olio, vorrei, finalmente attingere alla VERITA’. C’è chi dice di friggere con l’olio extravergine di oliva ed altri che dicono che è meglio un buon olio di semi che regge meglio le alte temperature….Ma insomma???!!! Chi ne dice una e chi ne dice un’altra!!!! Tanto per essere chiari…stasera la mozzarella in carrozza la crocco in extravergine o in semi?????:-( Grazieeee

  3. Eh, ma che dolcezza…
    è proprio un “inguaribile romantico”… (la cito da puntata di Ela Weber a chef per un giorno)
    fortunata sua moglie!

    un’ammiratrice

  4. Hai ragione due volte: buona la crostata di frutta (soprattutto con lo zucchero a velo), ma il tiramisù non ha paragoni.

    Ps: anche io come Roberta sarei interessato a tutta la verità sull’olio.

  5. Ciao Leo!!! Onoratissimo per il link che hai messo per la pasta frolla, ti ringrazio!!

    Ti seguo sempre a “chef per un giorno”, sei grande.

    Comunque concordo tutto quello che hai detto per la preparazione di un’ottima crostata di frutta. Tutto perfetto. Ciaooo

    Daniele.