Una volta era un circolo che si faceva ricordare per un menu a prezzo fisso e cena a base di champagne(era spumante ma non di quelli buoni): ma parlo di quasi trent’anni fa, poi nel tempo sono cambiate le cose. Il luogo è molto bello, si trova nella cantine di un palazzo storico, palazzo Pucci di via de’Pucci, a due passi dal Duomo di Firenze: a luglio si cambia, gli attuali gestori andranno ad operare in altri luoghi e qui chissà cosa diventerà..intanto , fino ad allora, ci si può accomodare a tavola, dopo aver pagato 6 euro per associarsi a “La Gabbia Matta” per 1 anno, solo a pranzo, scegliendo tra la proposta del giorno, 3 assaggi, serviti ahimé tutti in uno stesso piatto, ad 8 euro oppure piatti singoli. Qui si serve cucina vegetariana, anche vegana, ma la comprensione per i carnivori è esterma, sufragata da un piatto di carne al giorno. Servizio molto informale: si ordina al banco e si viene chiamati per nome quando il piatto è pronto. Nel prezzo è compreso il pane, l’acqua e il caffè filtro, se si vuole l’espresso si paga a parte. Folto il pubblico degli habitués che lo frequenta, preferendolo a luoghi maggiormente affollati: ogni giorno poi si può consultare il menu direttamente sul sito, dove si possono trovare anche i fornitori prescelti. Del menu del giorno ho assaggiato il crostone vegan, a base di verdure e olive tagliate a cubetti piccoli, croccante e gustoso, dei buoni fusilli con briciole e broccoli, una gustosa quiche(anche se era più un tortino) integrale al kefir con verdure e crema di cecina. Peccato per i fagioli, che erano lessati male, con la buccia cruda, ed il polpettone al forno con salsa rustica, non eccelso nel sapore. Volendo poi terminare in allegria, ci sono anche dolcetti gustosi. Il vino è presente solo sfuso e rosso, della tenuta San Vito in Fior di Selva, rigorosamente da uve biologiche. Gabriele Palloni, il cuoco, ha appena pubblicato un quaderno di ricette “Speriamo che sia vegan”, reperibile direttamente nei locali dell’associazione. Locale da preservare, un’oasi di tranquillità in città:da seguire dove ci porterà in futuro

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