Mica è facile sai,proprio per niente, scrivere di te. Figurati scegliere una foto.poi io…quanto mi prendevi in giro giustamente, ma era bello per questo, ad ognuno il suo mestiere.  E’ illogico e innaturale, pensando all’ultima volta che ti ho visto, eri entusiasta come un bambino, a raccontarmi di quanto stavi bene nella trattoria dove c’eravamo trovati: era la terza volta che tornavi a mangiare nel primo mese di apertura, ed eri felice, con Vittorio e la Giulia, a passare una serata e, solo en passant, mi avevi spiegato che le foto dei piatti le avevi fatte tu.Sorridente, terribilmente energetico, solare.

Enrico Lanari e Giulia MarcucciNon sei mai stato una persona egocentrica, eri un artista che usava la macchina fotografica e la videocamera per esprimersi e raccontare gli altri. Bravo a farlo in maniera professionale, nei tempi e nei modi, ma soprattutto incredibilmente adatto a trasmettere, ai tuoi allievi e ai tuoi collaboratori: sapienza senza strafottenza, la capacità di mantenere empatia a tutti i livelli, sono aspetti che in pochi riescono a mantenere con la crescita della professionalità.

Enrico LanariIn tutto questo non sei mai rimasto accecato dal lavoro, con Vittorio sei riuscito ad avere un rapporto di incredibile complicità, divertente e vero, cosa che riesce solo a pochi padri.Ed in questo conta molto il rapporto con Giulia: riuscire a lavorare insieme è stato bello, uniti nella vita e nella passione di ciascuno per la propria professione. Il pensiero vaga a quella sera e non riesce a dare pace, ma deve essere trovata, soprattutto per i tuoi cari: un modello che non si distorce ma che deve rimanere saldo per sempre. Che ti sia lieve la terra.

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