Anno speciale, il 2024, per il Chianti Classico che festeggia i 100 anni dalla nascita del “Consorzio per la difesa del vino tipico del Chianti e della sua marca d’origine” e i 10 anni dalla prima presentazione del Chianti Classico Gran Selezione (GS) alla stampa mondiale.

Tipologia di Chianti Classico, quest’ultima, in forte ascesa, con un incremento sensibile nel numero di etichette e di aziende che hanno nel loro portfolio almeno una Gran Selezione. In dieci anni i 33 produttori che allora presentarono questa tipologia oggi sono saliti a 169 su 211 aziende presenti alla Collection 2024, a dimostrazione del grande interesse del mercato e della critica verso questo prodotto. In pratica la maggioranza dei produttori fa almeno una GS, se non più di una, che nella gran parte dei casi incarna il prodotto di punta.

Nella presente edizione le Gran Selezione in assaggio erano 151 distribuite sulle annate 2021-2015 così ripartite:

La Gran Selezione, attraverso un disciplinare dalle caratteristiche più restrittive, rispetto alle altre versioni di Chianti Classico, si pone come espressione “di più alta territorialità”. Ed è proprio su questa tipologia, che dal primo di luglio di quest’anno, potremo leggere la Unità Geografica Aggiuntiva sulle etichette delle bottiglie messe in commercio.

I vini all’assaggio, seppur nelle loro differenze anche sensibili per zona e stile, si presentano in linea generale “in via di alleggerimento”. Prodotti dalla beva più agile rispetto agli anni scorsi, spogliata di tanti eccessi e sempre più precisa e dritta. E questo nuovo corso forse si riflette nella modifica al disciplinare, che dallo scorso anno vede un incremento della percentuale di sangiovese nella Gran Selezione, che si alza da un minimo di 80 al 90%, e dalla possibilità di unire ad esso solo vitigni autoctoni a bacca rossa autorizzati.

Se da un lato questa tendenza generale incline a un sorso più snello e autentico, che non perde in complessità o lunghezza, è riscontrabile trasversalmente su tutta la tipologia, ammetto che, pur avendo assaggiato le Gran Selezione suddivise per singola UGA, ho faticato a trovare delle caratteristiche forti che accumunano le etichette in base alla provenienza, cosa che invece ho più o meno sempre ritrovato assaggiando la tipologia Chianti Classico “annata”, dove a mio avviso la provenienza da Radda piuttosto che da Gaiole o Vagliagli, da San Donato piuttosto che da Greve, tanto per fare degli esempi, è più tangibile.

La domanda che mi pongo quindi è se, sul lungo periodo ad evidenziarsi nel profilo gustativo del vino, siano più le scelte stilistiche della singola azienda rispetto al territorio ristretto del comune di appartenenza e mi piacerebbe un confronto proprio su questo aspetto. Non temo i commenti…andate liberi!

Cercando di restringere gli assaggi che mi hanno più colpito, non sono riuscita a scendere sotto i 15, ed ho fatto fatica.

Chianti Classico Gran Selezione 2021

Riecine Vigna Gittori : comincio dall’assaggio forse più bello, dai mi gioco subito l’asso. Sangiovese scattante, pepato, sorso di forza, fruttato e lungo. Proprio bello bello

Istine Casanova dell’Aia: austera finezza ho subito pensato. Si rivela poco a poco con i classici profumi di ciliegia, geranio, humus. Sorso dinamico, di grande tenacia, polpa e scorrevolezza. Finale dai tratti caldi

Fontodi Vigna del Sorbo: ciliegia, alloro, chiodo di garofano, vaniglia accennata, pepe, più tradizionale di così? Ma intriga tra forza e determinazione, sorso iper giovane, tannino-bambino ma di bella fattura.

Chianti Classico Gran Selezione 2020

Castello di Albola Il Solatio: mi piace sempre. Solido concreto, bel finale fruttato e pochissima spezia dosata a sapienza. Naso composto e ben articolato, dai sentori fusi e caratteristici. E poi se penso a quanto è bello questo vigneto..

Castello di Gabbiano Bellezza: sangiovese senza se e senza ma, dalle nuance caratteristiche. Freschezza da vendere, sorso energico ben ritmato dal tannino presente ma non invadente. Stile giocato su finezza e rigore

Castello di Ama San Lorenzo: gioventù che scalcia. Sorso sodo, ricco che si sviluppa in larghezza ma anche in profondità. Vino dalla materia eccellente, che saprà integrarsi ad un finale ancora un po’ legnoso

Dievole Vigna Sessina: bello! Naso mentolato e balsamico, sorso di spessore, vivace , tannino con grippe che si attacca al palato. Che eleganza, incontro davvero piacevole

Tenuta di Lilliano: che pulizia in bocca, tradotto: asciutto, tirato, ma anche levigato; tannino che si rivela fitto ma nel finale. Sinuoso al naso, accenna senza sparare, i profumi super tipici.

Tenuta di Bibbiano Vigna del Capannino: profumo esile e caratteristico, sorso in linea, gradevole, molto preciso, levigato, dall’acidità pronunciata e un finale in crescendo tra frutto e mineralità

Chianti Classico Gran Selezione 2019

Castello di Monsanto Vigna Il Poggio: ciliegia, cuoio e cenni di tostatura. In bocca ha grinta, è snello, scorre che è un piacere riprenderne un sorso, vena amaricante centrale e finale, ma di quelle saporite.

Podere Il Palazzino Argenina: naso verde, fresco, con note montane, cenni di pepe. Austero. Sorso dritto e tirato, sanguigno, con cenni animali e fumosi di tabacco. Finale poco incline a dolcezze, intriga.

Ormanni: tra il rubino e il granato, brillante, ma quanto sei bello alla vista? Cenni di fieno, dragoncello, pepe bianco. Austero ed essenziale, ecco la parola che cercavo! Sorso anche sapido è tra gli assaggi che mi sono rimasti più impressi

Chianti Classico Gran Selezione 2018

Savignola Paolina 360°: rubino trasparente, brillante e sanguigno. Mi piace di già. Il sorso conferma, è compatto, di sostanza ma non largo, vibra di freschezza, e mantiene un bel finale lungo di spezia e tostatura

Terre di Seta Assai: più scuro e materico, quasi da sangiovese del sud, ma brilla e attrae. Cenni di spezia e tabacco, cenere e ciliegia. Sorso scattante giovanissimo, tannino che ancora tira, asciuga in chiusura ma ha solo bisogno di un po’ di tempo per distendersi

Chianti Classico Gran Selezione 2016

Fattoria di Lamole/Paolo Socci Vigna Grospoli: trasparente, sanguigno, verace e riconoscibile. Il frutto è appena ossidato, cenni di pelliccia, alloro. Sorso tirato, crudo, carnaceo lungo

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