E venne la volta di un grande chateau ovvero…che belle cene di Natale quando si riesce a stappare alcune bottiglie importanti! Ma più che il Natale conta il la giusta tensione emotiva, il clima(anche esterno, certo, provate a bere grandi rossi a 40°!), la voglia di bere e non solo di degustare. Se qualcuno mi chiede le motivazioni che devono spingere ad assaggiare almeno una volta nella vita un “Premier Grand Cru Classé”, cosa posso dire con parole semplici? Beh, che non si deve iniziare con quello ma arrivarci poco a poco, quasi fosse una marcia di avvicinamento alla cime di una montagna; che non si deve berlo da soli ma con amici che condividono la stessa passione; che ci si informi al riguardo, senza per questo dover essere manici della lettura preventiva. Una volta nel bicchiere, colpisce il colore, di una vivezza notevole malgrado siano passati 13 anni; il profumo, fresco, balsamico, senza cenni di decrepitezza e di elementi esterni quali legno ed affini, è proprio l’uva che tira fuori il meglio di se’; il gusto, dove l’acidità si unisce ad una morbidezza non stucchevole, dove il finale continua a lungo, senza “flettere” ovvero interrompere la sua carica di sapore. E’ il classico caso nel quale una bottiglia si termina senza accorgersene e quindi può anche essere pericoloso ma..se uno ama il rischio, ..ci provi!

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento