Per chi sta vivendo un periodo come per me quello attuale, fatto di privazioni alimentari causa dieta(detta così suona sufficientemente tragica…), la vista di un cestino di pane può far salivare ma, nella stragrande maggioranza di casi, è una pena vederli quando vengono portati a tavola,in quella che si può definire la ristorazione classica. La vista delle fette di pane toscano da sole, onestamente, non è che metta in moto quella salivazione necessaria a far partire la prima digestione, quella che avviene quando si mastica. Lasciamo stare la michetta milanese con abbinati grissini industriali in busta, antitesi di quello che dovrebbe essere il primo piacere di chi si siede per mangiare. Nel sud, già il fatto che il pane sia più scuro, che abbia un sapore certo e definito, rallegra le papille e la vista: una sana alternanza dei generi sarebbe mai possibile? Non parlo ovviamente dei ristoranti top, dove il cestino assortito diventa un fiero impedimento al pasto se attaccato senza criterio: se ne trova al pomodoro, alla ricotta(gulp!), alla pancetta, alle noci e anche quelli senza aggiunte di altri ingredienti hanno profumo e fragranza da vendere. Orbene, stimolare il fornitore di pane a farlo meglio? Cambiare le varietà inserendo ogni giorno qualcosa di diverso? A questo punto occorre essere rivoluzionari, non metterlo di prammatica sul tavolo, inserendo la voce pane e coperto, anche se a Roma la voce è solo pane causa ordinanza comunale, e farlo pagare a parte. In Germania già avviene, per chi ordina la pasta o il riso non è certo necessario, chi ha un contorno di patate e legumi ne può fare a meno. In teoria il ragionamento non fa una grinza, il pane viene scelto o preparato con più cura perchè consumato anche in misura minore, il cliente è contento del servizio ottenuto ma…siamo in Italia, la fame atavica ci accompagna..temo ci sarebbe una rivolta della clientela che passerebbe alla storia come “I Moti del pane”, da studiare nei libri di storia! Credits lacuocadellaportaaccanto.com

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Un commento

  1. Già avviene a Milano, si paga 1 Euro per il, anzi per un.. cestino del pane (& grissini) e non si paga coperto a “Un posto a Milano”; infine, a livello del tutto personale…, voglio la presenza del pane anche con i primi, pasta, riso o qualsiasi altro.